Interviste e articoli

RRN Magazine (Marzo 2003)

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D: Quindi i fan possono apprezzarlo da una prospettiva differente?
H: Giusto. Recentemente Ken è apparso al “Tamori Club” e appena è arrivato è diventato un altro show. È come quel tipo di apprezzamento.

D: Vedi ancora Gackt, dopo la fine delle riprese?
H: Certo.

D: La sua personalità è totalmente diversa dalla tua?
H: Completamente. Lui è molto prepotente.

D: Quali sono le somiglianze?
H: Nessuno di noi due ha molti amici nel campo musicale. E… non siamo affatto simili. Lui non dorme molto. È il tipo che rinuncia ad andare a dormire per fare altre cose. Io dormo TANTO (ride). Perciò lui è come un “inventore”. “Inventore umano”. Ogni giorno fa qualcosa. Qualcosa di divertente. È quel tipo di persona.

D: Capisco. Quindi, hai completato il lavoro sul film e hai scritto musica dall’autunno.
H: Sì

D: E adesso è il 2003. Quali piani hai fatto per quest’anno?
H: Beh… far uscire un singolo.

D: Quando?
H: Primavera? Anche se è già quasi primavera (ride)

D: Che canzoni hai candidato per il singolo?
H: Ho una canzone che vorrei far uscire come singolo, quindi lo farò in primavera e farò alcuni live show. Voglio fare molti live quest’anno. Le nuove canzoni che sto componendo sono quelle che vorrei eseguire nei live.

D: Eh? Quindi hai lavorato col presupposto di fare dei live?
H: No, ma mentre scrivevo le canzoni, ho sentito sempre di più che volevo fare dei live.

D: Perché non ne hai fatti per due anni.
H: Giusto.

D. Hai sentito di voler tornare sul palco di nuovo?
H: Sì

D: Non ci sarà un “Roentgen” tour?
H: Dopo l’uscita di Roentgen e dopo aver scritto nuove canzoni, ho sentito che Roentgen era una parte di me che ormai è terminata, e anche se mi sarebbe piaciuto comporre una “seconda parte”, non ne sarei stato capace. Qualcosa dentro di me si stava svegliando. È il risultato di anni di cose accumulatesi dentro che sono uscite tutte in una volta.

D: Non l’avevi capito mentre lo stavi facendo?
H: Un po’. Non avevo capito cosa volevo fare. Non è il tipo di cose che puoi fare sempre.

D: Quindi hai realizzato che stavi liberando anni di emozioni accumulate?
H: Sì. Perciò ho provato a farne un altro del genere… sarebbe stato come mettere altra acqua calda sulle foglie di tè usate.

D: Capisco.
H: Non è che non potessi farne un altro, ma semplicemente non mi sentivo così. Allo stesso modo bilancio la musica che ascolto, mettendo lo slash metal fianco a fianco con i Cardigans, i Duran Duran, e così via. Voglio avere un bilanciamento.

D: E Roentgen era l’espressione del lato pacifico?
H: Sì. Beh. Penso di voler fare un Roentgen tour. Un tour pacifico. Ma adesso voglio fare un tipo diverso di live.

D: Vuoi fare un live “infuriato”? (ride)
H: Sì!! (ride)

D: Quindi il singolo che uscirà in primavera sarà una canzone rock?
H: Sì! Si può ballare… ti fa alzare in piedi. Roentgen invece no. Fino al punto che sembra dirti “Non alzarti!” (ride)

D: E da questo hai improvvisamente cambiato con l’ “Alzati!”. Per i live, ad esempio, che tipo di immagine hai in mente per la composizione della band?
H: Non ho ancora deciso, ma preferirei che sia il più semplice possibile. Proprio ora sto pensando al modo per renderla semplice.

D: Quindi prima di aver pensato a cose concrete come questa, hai accettato di partecipare al tour dei SOAP?
H: Già (ride). Avevo pensato che avremmo potuto farlo in un modo molto più allegro (ride). L’anno scorso, una volta ho partecipato senza invito al loro live.

D: Era al live della tua città, giusto?
H: Sì

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