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Working the Streets
by DH - Tradotta da Georgia
   
Episode 4 ~ Tetsu's story ~

Hyde tornò dal cucinotto portandosi dietro una pentola di acqua bollente e due tazze. Tetsu si inchinò ringraziando gentilmente a ciò che Hyde rispose con un sorriso.
Erano già le due di mattina, e la rumorosa festa si era già estinta nella notte.
Tetsu si sistemò nel punto in cui era seduto, e diede un lungo sorso di tè verde. Il calore della bevanda sollevò la sua gola ancora secca. Poteva sentire come scaldasse lentamente il suo corpo.
Deglutì lentamente e alzò gli occhi per guardare fisso Hyde.
“I miei genitori sono vivi.” Tetsu cominciò.
“Oh.” Hyde mormorò e annuì offrendo dei biscotti congelati.
“Ma non credo che faccia tanta differenza. Circa tre anni fa. Hanno divorziato.” Tetsu disse e prese uno dei biscotti.
“Adesso che ci penso, forse era meglio così. Ma in quel momento, ne ho risentito profondamente. Era un grande shock per me.
Ora ricordo come erano soliti litigare molto, ma allora pensavo fosse in qualche modo normale… Qualcosa dentro di me mi diceva che non andava bene… mi rendeva così nervoso quando discutevano… e urlavano… e rompevano le cose… e mi dicevano di andare in camera mia.
Ma… ero solo un bambino, e credevo in molte più cose di quante ne creda adesso. Credevo davvero che avrebbero smesso di litigare.
“Ma non è successo, giusto?” Hyde interruppe con la bocca piena.
“No… non è successo. Quindi, un giorno mi portarono in una pasticceria vicino a casa nostra. Era un posto davvero bello. Adoravo quel posto perché aveva vasi da fiori con tantissimi fiori colorati su tutte le finestre. E c’erano anche delle tende iridescenti che si illuminavano alla luce del sole. I tavoli imbanditi e tutto in quel posto era così… stylish. Quindi, quando ci dirigemmo lì ero molto felice.” Tetsu si fermò per un istante e alzò leggermente lo sguardo, come se stesse guardando il film degli eventi del suo passato.
“Ricordo che volevo una tazza di cioccolata calda.” Tetsu disse sorridendo amaramente. “Potevo quasi sentirne il sapore prima che la cameriera me la portasse… prima di sedermi al tavolo, potevo quasi sentire l’odore di quella cioccolata… quasi sentirla sulla lingua…”
“Ma la cioccolata ti ha deluso, così sei scappato…” Hyde disse acidamente.
“Haido! Io ho ascoltato rispettosamente alla tua storia, quindi potresti almeno non interrompermi!” Tetsu protestò.
“Ok, OK, vai avanti…” Hyde sbuffò e mosse la mano spingendo Tetsu a continuare.
“Bene… Mio padre cominciò la storia. Mi dissero che avrebbero divorziato. Mio padre avrebbe formato subito una nuova famiglia. Apparentemente aveva mantenuto una relazione parallela con qualcun’altra. Aveva avuto un figlio con quell’altra… Io non ne sapevo niente. Fu uno shock…
Mi sentivo così male. Faceva così male. Come osava contaminare la nostra casa così?! Rompere la famiglia a quel modo?
Mi chiesero di scegliere con chi volevo stare, e naturalmente, scelsi di stare con mia madre-“
“Bravo. Avrei fatto lo stesso. Non sarei rimasto con quel bastardo doppiogiochista…” Hyde disse distrattamente.
“Quella cioccolata sapeva di veleno ormai…” Tetsu ammise quasi a se stesso.
“Non ho ancora capito perché cazzo sei scappato, ragazzo…”
“Bè, anche mia madre aveva un amante, e sei mesi dopo, appena potè, lo sposò. Lui era già stato sposato prima e aveva due bambini. Immagino… fosse lo stesso tipo di bastardo che era mio padre.
“Oh… certo che tua madre segue un modello quando si tratta di uomini...” Hyde commentò ridacchiando e masticando altri biscotti.
“Mia madre era ossessionata con il prendersi cura degli altri due bambini. E cominciò ad abbandonarmi. Voleva essere brava agli occhi del suo nuovo marito, perché aveva paura sia di un altro fallimento nella sua vita… che di un altro matrimonio fallito. Mi chiedeva sempre di cooperare e di essere un bravo bambino… e di sopportare tutto.
Ma io non ne potevo più… quindi decisi di andare a casa di mio padre. Dopo tutto non c’era tanta differenza. A nessuno dei due importava molto della famiglia che avevamo. Quella volta realizzai che erano tutti e due lo stesso tipo di persona.
E andai da mio padre.”
“Uh-huh. Allora cosa è successo lì?”
“Stessa cosa. Mio padre si dilettava con la sua muova moglie e la sua nuova famiglia, con il bambino che avevano avuto e non aveva tanto tempo libero per me.
Io protestai, e gli chiesi di darmi più attenzione, ma rispose che non aveva tempo per me perché ora aveva una nuova famiglia, e io ero solo il passato. Disse che avrei dovuto fare ritorno da mia madre, dato che avevo scelto lei per prima.
Stetti malissimo, il mio stesso padre respingermi così, ma sapevo di non poter tornare da mia madre… A nessuno dei due fregava di quello di cui avevo bisogno, non sapevo se ero malato o no, se avevo fame, se avevo bisogno di vestiti… se andavo bene a scuola… Non se ne curavano assolutamente. Era semplicemente alle loro spalle. Perché per entrambi io ero solo un cattivo ricordo del passato. Qualcosa che continuava a ricordargli continuamente di qualcosa che stavano cercando con sforzo di dimenticare. Realizzai che nessuno dei due voleva pensarmi, perché ero la rappresentazione ufficiale del loro più grande sbaglio. Ero la prova vivente dell’errore fatale che avevano commesso.
Loro… entrambi… speravano io non fossi mai nato. Ero solo un fastidio…”
“Hey! Andiamo! Sono I tuoi genitori! Non possono pensarla così!” Hyde obbiettò. “Deve essere… uh… coltro la legge o qualcosa del genere…”
“Bè, lo fecero.” Tetsu ammise piano.
“Che coppia di bastardi!” Hyde protestò. “Sei loro figlio! Fagli causa!”
“Si, giusto…” Tetsu disse e roteò gli occhi, per continuare la sua storia un paio di secondi più tardi.
“”Bè, immagino fosse meglio ignorarmi, far finta che non esistessi, Forse se fossi stato più grande, non mi sarebbe importato… ma avevo bisogno di loro.
Un giorno mi ammalai. Non era così grave, ma improvvisamente mi venne la febbre… ero a casa di mio padre quando svenni.”
“Sembra il tuo marchio di fabbrica…”
“Si… sono propenso a svenire. Avevo la febbre alle stelle ed ero sdraiato sul pavimento della mia camera con le luci accese. Il mio piccolo fratellastro mi trovò e credette stessi solo dormendo per terra. Non mi voleva disturbare.
Poverino … era così piccolo e dolce. Non sapeva che ero malato. Mi mise addosso la sua coperta preferita e cominciò a giocare vicino a me in silenzio.
Questo è quello che mi ha detto la mia matrigna… quando mi svegliai, c’era un dottore che mi visitava e disse che ero davvero in cattiva forma. Che avevo non so cosa… la chiamò con qualche nome strano… come… una malattia ai polmoni o qualcosa… infettiva.”
“È tutta fottutissimamente colpa di tuo padre che non si è preso cura di te!” Hyde protestò sbattendo il pugno sul tavolino da caffè. “Dovrebbe essere spogliato del titolo di padre!”
“Hmm… Bè, questa non è la parte peggiore. Mio padre e la mia matrigna avevano paura perché temevano che avrei potuto passare la malattia al piccolo e mi volevano mandare da mia madre. Loro dissero che non mi potevano avere intorno se ero malato.
Il dottore disse che dovevo andare in ospedale, e mi ci portarono. Fui accettato subito, e mi dissero che appena fossi stato OK, sarei dovuto ritornare da mia madre.”
“Poi cos’è successo con tua madre?”
“Non è mai venuta all’ospedale. Neanche mio padre. Passai molti giorni lì senza ricevere alcuna visita. Mesi… tutti I bambini ricevono visite. I loro genitori restavano a prendersi cura di loro la notte… ma non I miei.
Mi sentivo molto triste e solo… ma la cosa più brutta era che mi sentivo anche incatenato a dei bastardi che ignoravano me e i loro obblighi famigliari… il loro egoismo li spingeva a ignorarmi.
Allora, quando seppi che sarei stato dimesso… la notte prima di essere dimesso… scappai.
Non fu difficile. Non c’era nessuno a guardarmi. A nessuno importava di me, e credo che nessuno notò la mia assenza.
Misi su i vestiti che avevo quando fui ricoverato, presi una coperta, la medicina per la tosse e me ne andai.
Fu difficile all’inizio, perché era appena primavera. Natale era finito. Ero stato in ospedale durante Natale e Capodanno.
Babbo Natale non visita i letti di ospedale con bambini che nessuno ama, sai? Visita solo i bambini che vivono in una calda casa piena d’amore, con un camino e dei genitori che li amano.
Realizzai che né i miei parenti, né Babbo Natale e né nessuno si curava di me… quindi decisi di essere libero di tutto.
“Mi chiedo ancora come sei riuscito a scappare dall’ospedale, ragazzo… c’è la sicurezza lì, sai?” Hyde osservò. “Ho avuto un cliente che era un dott-…”
“Come stavo dicendo…” Tetsu interruppe cercando di evitare i dettagli di qualche lugubre storia di prostituzione by Hyde. “Sono riuscito a scappare, ed era possibile perché ero piccolo. Mi potevo nascondere abbastanza bene, e finalmente uscii. Quando fui fuori, il freddo della notte mi colpì, ma andai comunque avanti, senza guardare indietro. Senza rimpianti. E passai la notte in un luna park in disuso.
Non so come arrivai lì… Avevo camminato molto e non sapevo dove stessi andando… finchè raggiunsi quel luna park, e sembrò un miraggio ai miei occhi. Le lacrime riempirono i miei occhi e andai verso la giostra.
Nel buio potevo indovinare la forma dei cavallini di legno. Saltai sulla giostra, mi annidai in messo a loro e coprii il mio corpo con la coperta dell’ospedale. Mi addormentai lì… nel bel messo del mondo dei sogni.”
“Che modo di merda di passare la notte quando sei ancora convalescente…”
“Bè… non potevo andare al Grand Hotel, sai?”
“Oh… ci sono stato una volta…”
“Risparmiami i dettagli, per favore…”
“OK.” Hyde si strinse nelle spalle.
“Il guardiano mi svegliò furiosamente la mattina dopo e me ne andai di corsa. Cercai un lavoro per tutto il giorno quel giorno, ma nessuno mi avrebbe assunto.
Quindi, quella notte tornai al luna park… solo che il guardiano mi stava aspettando con un’espressione arrabbiata.
Non so come riuscii a convincerlo… ma mi permise di lavorare come aiutante per un po’ di tempo, a lucidare i cavalli di legno.
Era un bel lavoro! Ma non facevo tanti soldi. Comunque, avevo un posto in cui dormire e del cibo…”
“Sulla giostra??”
“No, scemo. A casa del guardiano.”
“Oh.” Hyde lo fissò.
“Ma quel lavoro non durò a lungo. Il guardiano fu trasferito da qualche altra parte e il nuovo tizio non mi voleva lì. Mi disse di tornare a casa, cosa che non potevo fare... quindi me ne andai. Naturalmente andare a casa era fuori questione. Avevo appena cominciato ad assaporare la libertà, e non volevo perderla.
Comunque sia, non ho mai più avuto un lavoro fin’ora. Ma ho trovato un gruppo di persone amichevoli che si riuniscono vicino alla stazione del treno, e sono rimasto con loro. I treni emanano calore… non so perché. Molti di loro sono mendicanti, quindi sono diventato un mendicante anche io.
“E si parla di influenzare le persone…” Hyde mormorò. Ma Tetsu andò avanti ignorando i commenti fuori luogo del ragazzo.
“Certe volte passo la notte lì, vicino alla stazione… vicino al calore… ma stanotte volevo solo una ciotola di ramen e guardare i fuochi d’artificio, sai? Solo quello… era il mio sogno di Natale. So che chiedere qualcosa a Babbo Natale non ha senso. Non verrebbe a trovarmi… perché non vivo in una casa comoda con un caminetto…”
“Ascolta, Tetsu. La tua storia è triste… e lascia che ti dica una cosa: Babbo Natale non esiste. I genitori sono Babbo Natale. È la prima bugia che gli adulti ci dicono. Il primo bagliore di illusione che ci danno è solo un sogno falso…” Hyde sentenziò acidamente.
So che Babbo Natale non esiste, Haido… Me l’hanno detto i ragazzi…” Tetsu rispose a voce bassa.
“Uh… OK. Bene…” Hyde guardo Tetsu tristemente. Hyde aveva sempre sognato che i genitori fossero la salvezza di tutti. Ma quella sembrava essere ancora un’altra illusione che si sciogliesse come neve calpestata sotto i piedi sporchi che marciavano sullo squallido marciapiede della vita.
“I tuoi genitori fanno schifo…” Hyde mormorò-
Tetsu scrollò le spalle come risposta.
“Come hai scoperto di Babbo Natale, Haido?”
“Mio cugino me l’ha detto quando avevo sei anni…”
“Oh…che cosa crudele da dire a un bambino di sei anni…”
“No. Andava bene. Mi ruppe il cuore al momento. Disse che Babbo Natale non sarebbe venuto per me perché i genitori erano Babbo Natale, e io non avevo più i genitori…. Ma era OK. Non mi piace essere preso per un’idiota.”
“È triste comunque… speravo che esistesse…”
“Per cosa? Lo prenderei a pugni se esistesse e lo potessi incontrare.”
“Huh? Perchè?”
“Discrimina. I bambini della strada come non ricevono niente per Natale…” Hyde sentenziò e si alzò per andare verso il cucinotto a prendere altra acqua per il tè.
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FINE della traduzione.

Trovate il seguito in inglese su sito dell'autrice: REVERIE NOIRE

 
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