| . | |||||
| . | |||||
|
|
|||||
| .. | |||||
| . | |||||
| Working the Streets | |||||
| by DH - Tradotta da Georgia | |||||
|
Episode 3 ~ Hyde's story ~ Tetsu lasciò il minuscolo bagno avvolto in un morbido asciugamano. Il vapore aveva riempito il suo corpo di un tepore che sembrava averlo lasciato settimane prima. Si sentì benissimo… non si era mai sentito così in tanto tempo. Si sfregò la testa con un asciugamano più piccolo e sorrise all’immagine che si rifletteva sull’enorme specchio che occupava l’intera superficie del bagno. “I miracoli accadono… Natale è il tempo dei miracoli…” Tetsu pensò raggiante di felicità. Uscì dal bagno e trovò un paio di pantaloncini a righe rosse e bianche e una maglietta grigia piegati e appoggiati su un paio di carinissime pantofole di pelo. Indossò tutto. Calzavano perfettamente. L’appartamento era caldo. Non aveva visto nessun tipo di condizionatore, quindi ipotizzò che avesse il riscaldamento centralizzato. “Non dimenticare di asciugarti i capelli, Tetsu-kun, o potresti prendere l’influenza. Il fon è nel primo cassetto sotto il lavandino.” La voce di Hyde annunciò in tono piatto. “Un. Doumo!” Tetsu rispose e fece come era stato indicato. “Ti piacciono quelle pantofole?” La voce di Hyde sovrastò il rumore del fon. “Sono molto carine!” Tetsu rispose sorridendo. “Me le ha date un cliente. Non le ho mai indossate. Calzano?” “Perfettamente.” “Bene. Puoi tenerle, se vuoi.” “Grazie mille, Haido-kun!” “Non c’è problema. È meglio che tirarle a qualche gatto casinista…” Tetsu ridacchiò mentre ascoltava. Hyde era un ragazzo gentile…stava cercando di nascondere il fatto, ma era fin troppo evidente. Tanto evidente quanto la sua infantilità… ma Tetsu non sentiva di potersi lamentare, e continuò a godersi il flusso di aria calda per un po’. “Hey, Tetsu! Smettila di fare la donnetta con i tuoi capelli! Ti stai perdendo I primi fuochi d’artificio!” “Oh! Oh no! Arrivo!” Tetsu si svegliò di scatto dai suoi sogni e si precipitò verso la grande finestra alla fine della stanza. Voleva guardare i fuochi, ma non poteva fare a meno che i suoi occhi intravedessero il corpo nudo di Hyde che stava in piedi davanti alla finestra con naturalezza. “Co-cosa stai facendo?!” “Huh? Guardo i fuochi, baka…” Hyde rispose e scrollò le spalle. “Sei nudo! E la luce è accesa! La gente può vederti!” Tetsu si scosse alzando le braccia disperato. “A me va bene e sono una vista migliore dei fuochi d’artificio…” Hyde si strinse nelle spalle. “…ma la gente li starà sicuramente guardando.” “Ma… ma… Haido-kun!” “Hey! Scemi!” Hyde cominciò a urlare e ondeggiare i fianchi verso il verso la vetrata, quasi premendoci sopra il pacco. “Guardate me! Sono meglio dei fuochi!” “Haido!!” Tetsu cercò di tirare Hyde via dalla finestra. “Hey! Volete vedere un’esibizione colorata? Guardate qui, scemi!” Hyde urlò e scoppiò a ridere. “Volete vedere anche il mio sedere? OK. Ve lo metterò in faccia!” Aggiunse e si girò per mostrare il suo didietro al pubblico immaginario. “Haido!! Smettila!!” Tetsu urlò e cercò di tirare via Hyde dalla finestra. “Lo volete ragazzi?! C’è un prezzo sopra, e lasciate che vi dica che non è economico! Quindi fareste bene a godervi la vista adesso! Sono il vostro fottutissimo regalo di natale!” “Haido! Sei pazzo? O ubriaco? O hai preso qualcosa di poco legale? O…? “No. Mi sto solo divertendo. Sento lo spirito del natale che mi riempie e voglio dare agli altri una bella vista di quello che non possono avere senza pagare.” Hyde ghignò sfacciatamente. “Cielo…” Tetsu si sedette spaventato sul pavimento. Si era dimenticato dei fuochi d’artificio. Hyde rise di cuore guardando Tetsu, che era sopraffatto dalla vergogna, seduto a pochi passi da lui. “Sei imbarazzato, Tetsu?” Hyde chiese ridacchiando. “Bè, si!” Tetsu protestò schiettamente. “Hehehe… OK. Posso mettermi dei pantaloncini…” “Per favore fallo…” “Hai visto i fuochi?” “Li ho persi…” “Ti ho detto che sono una vista migliore dei fuochi d’artificio…” Hyde disse malvagiamente. “Non è quello! Mi hai scioccato!” “Ah… sono un ragazzo scioccante. È meglio che essere scioccati.” “Huh?” “Scioccare è meglio che essere scioccati! Tu stupido ragazzo-morto!” “Ti ho sentito!” “OK. Qui c’è il tuo ramen. E le bacchette. Mangiamo.” Hyde disse dopo aver indossato i suoi pantaloncini. “Perché fai cose de genere? Era molto imbarazzante e fuori luogo e…” “per divertimento…” Hyde scrollò le spalle. “Per divertirmi… perchè non ho paura e so molto più di molta gente su questo mondo… conosco il vero motore di questo fottuto mondo.” “Oh. E qual è? Aspetta…la tua risposta costa… quanto?” “Non costa niente per oggi. La risposta è soldi.” Tetsu roteò gli occhi. “Pensavo avresti detto sesso.” “Questa è la seconda. Vedi… in questo mondo, niente è gratis, Tetsu. Se vuoi qualcosa, devi essere in grado di permettertelo. Ogni sogno può realizzarsi, devi solo avere qualcosa che ti aiuti…come i soldi, per esempio. Quando sono scappato di casa, ero totalmente abbattuto. Ho cercato di trovarmi un lavoro… ma nessuno mi avrebbe assunto, perché avevo solo 12 anni… bè, quasi 12. ma sapevo che non potevo tornare da mio zio. Gliel’avevo appena fatta. In quei giorni, mi ero appena svegliato dal mio stupido sogno d’infanzia… avevo appena realizzato che i miei genitori mi avevano lasciato solo, e non sarebbero tornati. Per anni avevo fantasticato che non erano morti… che sarebbero tornati e mi avrebbero salvato. Ma era surreale. Effettivamente l’intera situazione era una merda, Tetsu… una merda, ti dico. Avevo cinque anni… stavamo andando in spiaggia per le vacanze. Ero così felice… sarebbe stata la prima volta che andavo al mare. Ero davvero felice. Era notte, e papà stava guidando. Mi sono addormentato… quando mi sono svegliato, ero in ospedale. Tutto bendato e avevo una maschera in faccia. Non capivo, pensai che stavo avendo un incubo. Arrivò mia zia… disse che mamma e papà erano morti. Disse che papà si era addormentato mentre guidava. All’inizio, Tetsu, avevo pensato che mia zia mi aveva rapito e mi stava riempiendo di stronzate per separarmi da mia madre e mio padre. Ho pianto così tanto. Non ho mai più visto mamma e papà… l’ultima cosa che ricordo di loro è di vedere il dietro della loro testa mentre andavamo verso la spiaggia… di sentire il mormorio delle loro voci mentre mi addormentavo.” “Merda, Haido… questo è così… orribile…” Tetsu ansimò. “Si…” Hyde disse e guardò il pavimento per un attimo, poi continuò. “Quindi, un giorno, quando non avevo più bisogno della maschera e delle bende, mio zio venne all’ospedale per me. Pensavo che mi avrebbe portato da mamma e papà, ma non lo fece. Ripetè che erano morti. Mi portarono a casa loro, e mi misero in camera con mio cugino. Era un ragazzone. Sai cosa intendo? Aveva sei anni più di me e no mi voleva lì, ma la casa non era così grande, quindi lo doveva sopportare. Mio zio disse questo: ‘Sopportalo’. Mio cugino era un figlio di puttana. Continuava a fare queste cose crudeli per farmi piangere… e sia lui che mio zio continuavano a dire quanto i miei genitori erano stati irresponsabili ed egoisti, ed era un bene che fossero morti. Poi… cominciarono a dire che sarei dovuto morire anche io e risparmiagli il peso di crescermi. Era brutto… mi sentivo sempre in colpa… e così triste…” “Sfido io! Che crudele da parte loro, Haido! È per questo che sei scappato, no?” “No, naturalmente no. Non sono uno di quei bambini viziati che scappano di casa perché paparino non gli compra un fottuto pony. Uh… a proposito… questa non è la ragione per cui sei scappato di casa, giusto Tetsu?” “No, non lo è…” Tetsu disse abbastanza offeso di essere considerato così leggero. “Bene. Allora, via con la mia storia. Un giorno, quando avevo circa otto anni, stavo giocando nella vasca da bagno… immagino di averci messo molto, perchè mi piaceva giocare con le mie barchette nell’acqua… bè, e mio cugino cominciò a urlare che gli serviva il bagno. Lo ignorai… perché faceva sempre così. Appena ero nel bagno, lui ne aveva bisogno. Era sempre così. Non importava cosa io stessi facendo, doveva usare qualcosa o fare qualcosa per rovinarmi il divertimento. Quindi lo ignorai. E lui cominciò a bussare forte sulla porta… poi entrò e mi prese per un braccio e mi scosse e mi insultò e io cominciai a piangere, quindi mi prese a schiaffi. Mi schiaffeggiò ancora e ancora finchè non piansi più perchè avevo paura. Quindi mi trascinò fuori dal bagno e dentro la camera. Ero nudo e gocciolante… ero così spaventato! Haha… al giorno d’oggi non lo sarei. Ma allora, ero solo un bambino.” “Hey! Tuo cugino era un vero bastardo!” Tetsu disse irritandosi e annuendo, abbastanza arrabbiato. “Si, ma questo non è tutto quello che ha fatto…” “Ti ha colpito?” “Si, mi stava già schiaffeggiando.” “Si, l’hai detto.” “Mi spinse sul letto e cominciò a--…” “Aspetta, no! Non voglio sentire…” Tetsu esclamò chiudendo gli occhi e abbracciandosi le ginocchia. “Devi sentirlo, Tetsu. Ti renderà più forte. Vuoi continuare a vivere per strada, giusto? Allora devi imparare ad essere forte. Cominciò a molestarmi. Io piansi e mi colpì di nuovo. Mi sentii male allora… non sapevo di quelle cose. Mi disse… tante cose… che sembravo una ragazza… che lo stavo eccitando… era dell’età che ho io adesso, immagino… Poi cercò di fare qualcosa che al tempo pensai fosse strano. adesso so che cercò di violentarmi…” “Oh! No! È orribile!” Tetsu esclamò all’orlo delle lacrime. “Ma mio zio entrò in camera…” “Grazie a dio!” “No… Non ti affrettare a ringraziare nessuno, Tetsu. Mio cugino non mi violentò… mio zio lo fece.” “Merda! È per questo che sei scappato! Non ti posso biasimare, avrei fatto lo stesso--…!” “No, non è per questo che sono scappato.” “Andiamo! Non mi dire stronzate! Non ti può essere piaciuto!” “L’ho odiato. Ero così piccolo allora… sentivo che era così sbagliato quando mi toccavano. Tremo ancora quando mi ricordo… certe volte lo sogno ancora. È abbastanza brutto… “Come mai sei diventato una prostituta, allora, Haido?” “Aspetta, la storia non è ancora finita. Tetsu annuì. “Continuarono a farlo. Entrambi. Adesso credo che mia zia lo sapesse, ma non gliene importava. Intendo… come poteva non saperlo chiunque viveva lì? Urlavo come un maiale morente ogni volta. Ma lei non ha mai detto una parola. E continuava a succedere. Quindi un giorno… ho cercato di scappare… era la prima volta che cercavo di scappare… avevo nove anni… sono andato dalla mia maestra di scuola e gliel’ho detto…” “Ti ha aiutato?” “Bè, ci ha provato. È andata dalla polizia, e la polizia ha chiamato mio zio, e naturalmente lui ha negato tutto e ha detto che ero pazzo. Dei dottori mi avrebbero controllato, ma mia zia aveva dei diritti su di me perché ero un minorenne… bè, lo sono ancora… quindi ha negato il permesso di visitarmi e fui rispedito a casa. Un assistente sociale venne regolarmente e mi fece delle domande… Mio zio disse che mi avrebbe bruciato vivo insieme ai miei genitori se avessi detto qualcosa, quindi… sono stato zitto. Ho subito in silenzio. Finchè l’assistente sociale disse che c’era qualcosa che non andava in me e mio zio e mia zia dissero che mi avrebbero messo in un ricovero. Fu allora che scappai per la seconda volta. Quella volta non mi presero. Erano andati a messa… e io ero a casa con mio cugino. Mio cugino aveva avuto un party… Io avevo undici anni, lui 15. Era sotto I postumi della sbornia e stava cercando di dormire. Presi una mazzetta di banconote e me la ficcai in tasca, misi della biancheria nel mio zainetto, la mia bambola preferita, il mio cappellino, un paio di cose più un sandwich e me ne andai. Nessuno mi vide. Comprai un biglietto del treno e venni a Tokyo. Avevo sentito così tante storie della gente a Tokyo… la grande città… avevo sviluppato un buon piano. Avrei lavorato da qualche parte part time, e raccolto un po’ di soldi, quindi avrei affittato un appartamento, finito la scuola e sarei diventato un grande uomo d’affari. Ma… bè, le cose non sono andate come mi aspettavo.” “Lo immagino…” “Nessuno mi avrebbe assunto. Ero troppo piccolo e sembravo ancora più piccolo… quindi… Ero legato a una vita di mendicanza…” “Come me, no?” “Si, solo che io ero più fortunato, e più intelligente… Trovai questo tipo… disse che mi avrebbe pagato se glielo avessi succhiato. Stavo morendo di fame e avevo finito i soldi, quindi lo feci…” “È così che hai cominciato a prostituirti?” “Circa. Una cosa portò all’altra e incontrai finalmente il mio capo e mentore… mi procurò tutto quello di cui avevo bisogno in cambio del 50% di quello che guadagnavo. Mi procura persino i clienti e la roba. Questo appartamento è suo, per esempio. Quasi tutti su questo piano lavorano per lui. Va benissimo perché ho una casa calda, cibo, e prendo abbastanza soldi per fare tutto quello che voglio. “Non va così bene… Intendo… è disgustoso…” “Non mi interessa più. Questi tizi non mi trattano male come mio zio o mio cugino. All’inizio avevo paura che sarebbero venuti per me. Non lo hanno mai fatto. Non se ne sono mai curati. Mi chiedo se si siano mai accorti che me n’ero andato.” “Probabilmente sì… forse ti stanno cercando.” “Sono passati due anni. Non mi sono mai visto sui cartoni del latte, per esempio…” “Bè…” Tetsu disse a corto di parole. La storia dei cartoni del latte era abbastanza stupida. “Si sono liberati di me. Non mi avevano mai voluto lì. Non gliene fregava un cazzo. E neanche a me frega un cazzo di loro.” “Ma… Haido…” “I miei clienti mi comprano dei regali… mi comprano delle caramelle… mi portano in posti divertenti a volte, e naturalmente, mi danno i soldi. Questo è molto di più di quanto mio zio abbia mai fatto…” “Non è un prezzo alto da pagare per regali e caramelle?” “non lo so… con cosa lo dovrei confrontare? Ricordo a malapena la vita con i miei genitori… ero troppo piccolo. La cosa che ricordo meglio di loro è la fatale corsa in macchina verso la spiaggia. Le uniche persone che mi hanno mai dato qualcosa di carino sono stati il mio boss e i miei clienti.” “Ma… andiamo… non lo staranno facendo per bontà. A parte tutto, ci deve essere qualcuno che…” “No. Nessun’altro. Il mio boss mi ha insegnato come vivere. Ma anche lui era dolce in confronto a mio zio. Mi ha insegnato molto riguardo alla vita… Sono davvero cresciuto sotto le sue ali. A volte dice che sono il più intelligente negli affari… hahaha…” “Probabilmente ti stava solo lusingando…” “Nah… lo pensa davvero. Ho imparato così veloce.” Hyde disse schioccando le dita. “Ho imparato cosa fare, come comportarmi con i clienti, come procurargli quello che cercavano. È tutto come un role-play, sai? Loro si lasciano andare alle loro fantasie con me, e a me non interessa davvero un cazzo, finchè pagano.” “Perché mi hai aiutato, Haido?” “Bè… Non mi interesso mai di nessuno a parte me stesso. Non è egoismo, si chiama sopravvivenza. Ma c’è questa cosa che non posso sopportare: la violenza contro i bambini. Se tu fossi stato un adulto me ne sarei fregato. Un barbone in meno. Al diavolo. Ma tu sei un bambino. Non ti poteva trattare così. Prenderti a calci a quel modo… come mio zio mi prendeva a calci dopo avermi fottuto… odio queste cose. Sapevo di non poter scopare con quel tizio dopo avergli visto fare quello, quindi ho pensato, ma che diavolo… aiuterò quel barbone gia che ci sono. Il mio capo sa che non sopporto la violenza. Alcuni clienti giocano davvero pesante. Possono giocare pesante ma non calciarmi o torturarmi. Altra gente lo fa, non io. Io sono il bambino dolce e tenero della baracca, sai? Mi farà qualche storia domani, ma… va bene lo stesso, Tetsu.” “Haido… ascolta. Sarò molto sincero con te.” “OK.” “Hai avuto dei problemi, lo capisco, ma è tempo che tu lasci perdere questa cosa e cambi. Non va bene per te…” “Hey! Cosa ne sai? Sto meglio di te che svieni nel bel mezzo della strada per il freddo e la fame…” “Il mio sedere è intatto…” “Quindi cosa? Preferisci essere moto che inculato?” “Sì.” “Sei uno scemo. Non c’è niente come essere vivi, Tetsu. Amo essere vivo. I miei genitori sono morti… la morte è… è niente… non c’è più niente. Non possono più guardare i fuochi d’artificio… non possono andare in spiaggia… Loro sono lì, nella terra fredda, a marcire. Non possono più fare nulla. Il mondo continua a girare, Tetsu. Nessuno se ne interessa, e anche se qualcuno lo facesse, non ci possono fare niente. Credimi, lo so. Non posso smettere di lavorare perché cosa farei? Sono ancora sotto età e non ho mai finito la scuola elementare. Devo aspettare di avere almeno 16 anni per trovarmi un lavoro e trasferirmi. Nel frattempo sto mettendo da parte i soldi e scopando in giro.” “Haido… anche se cerchi di farlo suonare come se fosse un lavoro normale… bè, lo sai… non lo è. Quella gente sta abusando di te. Tu sei un bambino! Sono dei pervertiti!” “Si, lo sono… e devono pagare per la loro perversione. Per fortuna. Non come mio zio e mio cugino che non mi hanno mai pagato 10 centesimi.” “Non puoi comparare…” “Si, posso. Quindi cosa suggerisci, Tetsu? Pensi che la tua occupazione sia migliore? Gelarsi il culo fino alla morte e stare affamati per giorni?” “Bè, non è un’occupazione carina, ma almeno è perbene...” “Perbene?! Aspetta… So di aver già sentito prima questa parola… hmm… credo fosse in una di quelle prediche che mio zio e mia zia ascoltavano a messa… sì… uno di quei perdenti che diceva alla gente cosa fare, e ignorando le loro famose pecore facevano comunque tutto quello che gli pareva, ma fingevano di essere perbene. Sì… perbene, adesso ricordo. Mio zio veniva chiamato “un uomo perbene” dai vicini ai barbecue dopo la messa la domenica…sì. Un uomo perbene che si era preso cura del suo nipotino orfano… il povero bambino che era stato risparmiato dalla morte per miracolo. Quindi… vuoi essere ‘perbene’ Tetsu? Andiamo… ho di meglio da fare che essere ‘perbene’.” “Tuo zio non era un uomo perbene! Faceva solo finta di esserlo!” “Lo so. Non riconosci il sarcasmo, vero?” “Sì invece! Perbene è qualcosa totalmente diverso da tuo zio, Haido!” “Perbene è… te?” “Bè, cerco di restare perbene…” “Quindi essere perbene ti porta al digiuno e alla morte sulle strade perché svieni dal freddo e dalla carenza di cibo… giusto? Scusa… Questo Haido non ha bisogno di essere perbene.” “Haido, non è questo!” “Quindi… raccontami la tua storia, Tetsu. Come mai sei sceso sulla strada della decadenza? “Sei impossibile…” “No… A dire il vero sono abbastanza possibile… se hai i soldi…” “Merda…” “Dai, raccontami.” “OK. OK, te lo racconto. E spero che potrai trarre un po’ di saggezza dalla mia storia.” “Oohh…hoho… il ragazzo morto mi farà una paternale e mi insegnerà con il suo esempio…” “Forse.” Tetsu rispose visibilmente infastidito. “OK. Cerca di farla eccitante o comincerò a toccarmi, Tetsu…” “Se solo ci provi, ti prenderò a calci sedutastante!” “Ahh… che pessimo ospite. Io ti apro le porte della mia umile dimora, ed è così che mi ripaghi?” “Uh... gomen...” “Ne, sto scherzando. E non mi toccherò. A parte questo, toccarsi a volte funziona e a volte no. Vai, racconta.” “Bene… anche se ti aspetti di ridere con la mia storia, le cose che ti dirò non fanno ridere.” “Bè… ce n’è stato per la commedia…” |
|||||
| . | |||||
|
|
|||||
|
. |
|
||||
| . | |||||