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Working the Streets
by DH - Tradotta da Georgia
   
Tokyo è una città enorme. Milioni di persone si muovono ad ondate da una direzione all'altra, una miriade di luci sconfiggono l'oscurità della notte sotto il cielo di Tokyo…così tante storie ospitate sotto quella cappa di ruggine e smog…Ma stanotte, vi racconterò la storia di due bambini…due giovani ragazzi che cercano di dare un po' di senso a un mondo che l'ha perso molto tempo fa.


Episode 1: ~ The Hooker and the Pauper ~


Tetsu sfregò l'una contro l'altra le sue mani nude e soffiò su di loro un sottile, tiepido, intermittente respiro interrotto da piccoli colpi di tosse secca. Le piccole mani di un tredicenne; arrossate dal tempo rigido, il vento gelido e la neve che si accumulava sul suo piccolo corpo coperto di stracci. Il freddo si insinuava persistentemente attraverso gli strappi e i buchi negli strati dei suoi vestiti sporchi, raggiungendo il suo fragile corpo dolorante e abbattuto con ogni ventata glaciale.

Seduto all'uscita di un grande centro commerciale, Tetsu osservò in silenzio i piedi vestiti alla moda dei clienti che andavano dentro e fuori senza realmente notarlo lì. Non avrebbero notato neppure la sua assenza. Loro sembravano semplicemente non notarlo. Erano occupati. Tetsu sapeva questo, e aspettò pazientemente guardando il sole tramontare dietro la linea del cielo di Tokyo.

Quella notte sarebbe stato Natale, e lo spirito della festa era tangibile nell'aria, spingendo tutti nella città a spogliare i loro portafogli e carte di credito senza nessun ulteriore ripensamento.

Era il momento di essere santi…e spendere senza pensarci. Tetsu si sporgeva ogni tanto in avanti, muovendo la piccola scatola di carta per fare un po' di rumore con le poche monete contenute e svegliare gli allegri consumatori dai loro sogni dissipati…beh…voleva solo un paio di monete, ad essere sinceri.

Lontani echi di voci di bambini cantare canzoni di Natale calarono e svanirono nel brusio generale e il pesante frusciare dei pensanti cappotti e scarpe sul freddo pavimento di marmo all'uscita del magazzino. "Tornate presto"…il manifesto sopra il livello della testa di Tetsu riportava in grandi lettere rosse e verdi.

Tetsu cominciò a sorridere alle indifferenti facce che lo ignoravano…sperando in una carità che non arrivava mai.

"Credi che a Tomio piaceranno questi guanti da bambino?" Una giovane signora con una perforante voce intrisa di felicità chiese ad un'altra.

"Bah, non indosserà neanche questi. Ne ha un paio in pelle marrone che non ha mai indossato una volta." La seconda signora rispose affondando il naso dietro il colletto di pelliccia del suo cappotto.

Per un secondo, Tetsu pensò a quanto avrebbe apprezzato di avere qualsiasi tipo di guanti in quel particolare momento nel quale si poteva appena sentire le dita.

Ma nessuno dei compratori gli lanciò neanche uno sguardo.

Un bambino, seduto all'uscita di un grande magazzino con una sporca scatola di carta, dove una manciata di monete giaceva insieme ad alcuni fiocchi di neve… Perché avrebbero dovuto guardare e farsi rovinare l'allegra giornata dallo spettacolo? Natale è un tempo per la felicità. In fondo non c'era ragione di perdere tempo preoccupandosi per un bambino che chiede la carità, giusto?

La gente passava, portandosi dietro quella frase impressa come un sottotitolo invisibile della loro anima. E Tetsu guardava in silenzio, senza amarezza. I suoi occhi pieni di supplica e speranza.

Non sognava una festa…solo di raccogliere qualche moneta di più, abbastanza per una ciotola di ramen; e poi mentre la gustava, guardare i fuochi d'artificio che il nuovo grande magazzino americano avrebbe sparato quella sera.

Tetsu osservò la massa di gente che oscillava e si muoveva in ondate regolari. Non odiava nessuno. I suoi occhi, bagnati per l'irritazione che il vento freddo gli causava, solamente brillanti di speranza, o spenti in rassegnazione. Muoveva un piede ogni tanto, combattendo contro il suo intorpidimento, in modo da fare un po' di rumore con le scarse monete nella sua scatola; poi soffiava ancora un po' di alito caldo sulle sue mani anestetizzate dal freddo.


Hyde camminava velocemente sotto il vento gelido, nascondendo il suo naso arrossato dal freddo dietro una sciarpa bianca che era, in tutti i sensi, troppo grande per lui. Tese le mani inguantate un paio di centimetri lontane dal corpo con un'espressione irritata sulla sua faccia e lanciò uno sguardo al suo infantile orologio da polso.

"Dannazione…" Imprecò a voce bassa e allungò il passo. Cinque isolati al punto del rendez-vous. Natale era il periodo peggiore per trovare un taxi.

Calciò furiosamente un cumulo di neve che si raccoglieva vicino al bordo del marciapiede, e continuò a farsi strada a gomitate attraverso la folla felice.

La sua piccola figura di costruzione delicata si muoveva energicamente tra la folla. Era quasi nascosto sotto un costoso cappotto bianco con un collare di pelliccia abbinato. Le sue mani sottili sprofondavano nelle tasche, e coperte da guanti infantili dai colori allegri, emergevano di tanto in tanto per permettergli di controllare il suo orologio dello stesso decoro come per cercare di attirare l'attenzione sulla sua condizione di bambino.

I comodi vestiti eleganti che non erano del tutto suoi lo proteggevano dalla rigidità del tempo là fuori. Il gelo che si era sistemato da tempo sulla sua anima aveva rivestito il suo cuore con uno spesso strato di ghiaccio mettendo da parte la sua infanzia, in una cornice decorativa, come il tipo di fotografia che una persona mostra fieramente, cercando di soffermarsi su un momento che non tornerà mai indietro.

All'età di 13 anni, Hyde, con le sue lucide scarpe nere, la sua sciarpa di lana inglese, il suo cappotto di pelliccia e i suoi indumenti da bambino proiettavano l'immagine di un uomo più anziano, se qualcuno si fosse preoccupato di guardare oltre le apparenze.

Servizio continuato. 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. La sua occupazione non conosceva vacanze o golden weeks… Quello era solo il ricordo sbiadito di un'età lontana… Un eco dell'infanzia che gli era stata rubata prematuramente troppo tempo fa.

Crudelmente. Come qualsiasi cosa che sia presa da qualcuno che non può combattere per mantenerla sua. Rovinosamente, come ogni volta che un'anima innocente è spinta verso uno squallido e immeritato tipo di vita.

Hyde camminava esprimendo l'idea di vigilanza. Un distacco che era seppellito nella sua anima da più di quanto potesse ricordare. Alzò la testa con falso orgoglio. Si era fermato molto a pensare se il prezzo di quel cappotto potesse essere stato troppo alto…

Tetsu si alzò con un po' di difficoltà. Le ginocchia gli facevano male, frustate dal dolore pungente provocato dal freddo. Si appoggiò al muro e spingendo con le nocche sulla superficie fredda, si sollevò lentamente. Prese la sua scatola quasi vuota e si scosse via la neve dalle spalle.

Le poche monete che sembravano essere cadute nell'umido contenitore per puro sbaglio non erano abbastanza per una ciotola di ramen.

Era tardi, il grande magazzino stava chiudendo. In un paio di ore sarebbe stata mezzanotte. Tetsu aveva mendicato sin da quella mattina… Da sei mesi, in verità.

Quasi tutti avevano cominciato a muoversi verso i ricchi ristornati di Shibuya, e Tetsu decise di dirigersi lì, con la speranza di raccattare qualche moneta di più, abbastanza per essere in grado di comprare la sua bramata ciotola di ramen prima che l'ultimo fast-food di strada chiudesse.

Trascinò i piedi con sforzo; il freddo li aveva resi intorpiditi. Abbracciò la sua scatola e il suo piccolo corpo tremante e camminò lentamente verso il quartiere di tendenza di Tokyo. Gli sarebbe piaciuto sbrigarsi, ma le sue gambe non gli obbedivano più di tanto. Le scarpe bucate lasciavano che il freddo salisse al suo corpo e raggiungesse le sue ossa. La pelle dei suoi piedi difesa solo da due sacchi di nylon sopra i suoi calzini sporchi come gli aveva consigliato un vecchio barbone in un parco qualche tempo addietro… prima di morire di freddo e abbandono su una panchina congelata.

I giorni tiepidi erano alle spalle. Natale al caminetto mangiando la torta che papà aveva comprato tornando a casa era alle spalle. Oggi, era rimasto solo il freddo. Un costante freddo che aveva fatto incursione nella sua anima e una fame che urlava facendogli tremare le gambe più del freddo.


Hyde diede un'occhiata impaziente al suo orologio. Se quel vecchiaccio lo aveva piantato lì con quel freddo, si poteva scordare dei suoi servizi in futuro. Avrebbe ucciso per una sigaretta in quel momento, ma c'era ancora una possibilità che il suo cliente si presentasse…e non era accettabile che un bambino puzzasse di tabacco.

Hyde si intrattenne per un po' di minuti calciando cumuli di neve come se fossero palloni da calcio.

"Hey, marmocchio! Smettila di calciare neve sulle persone!" La voce accusante e secca premette con irritazione. Hyde scrollò le spalle e cominciò a calciare in un'altra direzione.

"Dannato vecchiaccio…scommetto che ha tirato le cuoia…" Hyde mugugnò visibilmente fuori di sé. "Perché diavolo non mi è potuto venire a prendere nel mio appartamento? Fottuto vecchiaccio…"

Improvvisamente una mano pesante che cadde sulla sua spalla lo spaventò.

"Haido-kun?"

"Hai...Anata?" Hyde rispose dopo essersi girato per vedere il corpo alla quale quelle mani erano attaccate.
(Nota di DH: uh…sì, questa non è una storia di zombie, scusate, quelle mani erano attaccate a un corpo…)

"Shimori desu. Scusa per l'attesa." Il proprietario della mano disse gettandogli un osceno sguardo lascivo, e gli mostrò una carta di plastica con il nome del ragazzo.

"Un. Yokatta. Ikimashou, ne?" Hyde rispose sorridendo. "Osoi!" Pensò tra sè.

"Mochiron." L'uomo nella sua tarda quarantina girò Hyde per le sue spalle stette e lo tirò verso di sé. La piccosa costituzione di Hyde divenne ancora più evidente contro l'imponenza dell'uomo che lo torreggiava.

"Kawaii na…proprio come nella foto." Il cliente commentò sorridendo lascivamente mentre guardava Hyde. Le parole "appena legale…se non illegale" sembravano etichettate sulla fronte del ragazzino.

"Ah…Hai visto le mie foto nel catalogo?" Hyde chiese posando una finta innocenza. "Come ti sembro?" Sapeva dannatamente bene come appariva.

"Stupendo, Haido-kun."

"Yokatta! Hai visto la foto dove abbraccio il mio orsetto bianco? Amo quell'orsetto!" Hyde aveva solo quell'orsetto addosso nella foto.

"Quella è esattamente la foto che mi ha portato a scegliere te. Sei un bambino adorabile, proprio quello che stavo cercando. Un bambino adorabile da viziare in questo Natale solitario…"

"Forte! Adoro essere viziato e…" Hyde sorrise apertamente, in un modo accuratamente allenato ad essere dolce.

"La mia macchina è lì…" L'uomo interruppe indicando vagamente un parcheggio ad est.

"Ah…adoro i guidatori!" Hyde commentò mantenendo la sua ben conosciuta recitazione. "Ma mi piacerebbe sapere dove andremo prima…Sai…devo informare il mio capo."

"Il tuo capo lo sa." Il cliente scattò corrugando le sopracciglia.

"Ah…divertente. Non me l'ha detto. Bene, staremo lì tutta la notte?"

"Si"

"Immagino che hai già arrangiato tutto con il mio boss in precedenza, giusto?"

"Sou da."

"Capisco. Non è che non ti credo, ma devo confermare tutto prima di andare…o il mio capo si arrabbierà con me…sai…dicono sempre che i bambini non dovrebbero salire sulle macchine degli sconosciuti…hehehe…"

"OK…" L'uomo rispose abbastanza seccato.

"Solo qualche minuto…" Hyde commentò sorridendo e prese un cellulare dalla sua tasca.
Lo accese e so tolse il guanto destro per digitare il numero.

"Andiamo, kachou…rispondi…" Hyde sussurrò in modo non udibile. "Smetti di --- e scopare. Ho bisogni di una conferma, dannazione…"

improvvisamente un secco "click" dall'alto capo interruppe i pensieri di Hyde.

"Kachou? Haido desu."

"Haido."

Hyde si allontanò un po' dal suo cliente e si fece scudo sul ricevitore con una mano. "Soggetto localizzato. Informami."

"Shimori Akira, 45 anni, cliente regolare, indirizzo archiviato. Già pagato…abbastanza bene. Provvederà lui a procurare i giocattoli. Puoi procedere. Vieni domani a prendere la tua parte."

"Wakatta." Hyde mugugnò e mise giù. "Ja... ikimashou, ne?" Disse al cliente sorridendo dolcemente.

"Mochiron."

Tetsu aspettò pazientemente il semaforo per attraversare la strada. Si sentiva davvero piccolo circondato da tanta gente, ma per un momento, sentì anche che si sarebbe potuto sciogliere nella folla felice. Alzò gli occhi sorridendo verso il cielo senza stelle e pensò ai fuochi d'artificio.

"Tra poco sarà Natale. Sicuramente accadrà un miracolo e stasera guarderò i fuochi mangiando una ciotola calda di ramen." Pensò mentre un sorriso sicuro si spargeva lentamente sulla sua faccia.

La folla cominciò a muoversi e Tetsu stette un po' indietro a guardare la melanconica danza dei fiocchi di neve che fluttuavano… Bianchi fiocchi di neve come cotone, danzare leggermente come se fossero sospesi nell'aria, brillando d'iridescenza sotto le luci al neon quasi come stelle discese sulla terra prendendo centinaia di bizzarre forme… Improvvisamente la notte divenne silenzio attorno a Tetsu, e il ragazzino si sentì come se fosse stato l'unico essere vivente in quel posto, guardando con ammirazione l'immacolata bellezza sella neve volteggiare nell'aria. Neve colorata…quasi come se sciogliesse via il freddo.

"Su.sugoi…" le sue labbra sussurrarono appena prima che il suo corpo cadesse di peso nel mezzo della strada svenendo per il freddo e la fame. Troppo intorpidito per sentire lo stridulo suono di pneumatici o sentire la collisione che lo spedì oltre un metro più avanti nel suo sogno scuro e affamato.

"Merda! Cazzo!" Shimori-san esclamò e uscì dalla macchina per vedere cosa aveva colpito. Una scatola schiacciata sotto la ruota anteriore sinistra e una manciata di monete sparse per terra segnavano la strada verso il piccolo corpo rannicchiato a circa un metro dal paraurti della sua macchina.

"Cosa è successo?" Hyde urlò allarmato dall'interno della macchina.

"Tu stai lì" Shimori urlò ad Hyde.

"Un cagnolino smarrito?"

"Si, un cagnolino."

Hyde imprecò sottovoce. "Dannato cane…che modo schifoso di morire, e per di più, manda a puttane il mio lavoro…"

"Oh…povero piccolo cagnolino…" Hyde commentò in una falsa voce infantile.

"Stai nella macchina!" il cliente urlò, calciando il ragazzo verso un lato della strada.

"Un ragazzo…bah, solo un barbone…" pensò.

Hyde accese i fari della macchina sospettando che l'ammasso fosse troppo grande per essere solo un cane.

Era stato occupato a dare al suo cliente un'anticipazione dei suoi servizi mentre l'uomo guidava e non era riuscito a vedere cosa avevano colpito.

"Merda! Quello non è un cane!" Hyde urlò allarmato. La voce infantile lo aveva abbandonato completamente.

"Stai nella sfottuta macchina, stupida puttana!"

"Al diavolo la macchina!" Hyde uscì urlando e sbattendo la porta. "Questa è una persona!"

"Non è altro che un barbone!"

"Un barbone è comunque una persona, tu vecchio, ricco schifoso!"

"Maledetto marmocchio…fottiti! Chiederò un rimborso al tuo capo! Sei uno stronzo!"

"Fai come vuoi, vecchiaccio! Hai appena ucciso un ragazzo! Lo dirò alla polizia!"

Shimori corse verso la macchina, fece retromarcia e accelerò verso l'intersezione, quindi mise la prima e scomparì nella notte nera come la pece; il silenzio accusatorio della folla come un sipario di suono infiammando la sua partenza. Non sentì molto, comunque…e loro non fecero niente di più, nemmeno…

"Figlio di puttana…ha ucciso un ragazzo…" Hyde mormorò digrignando i denti e esaminando il corpo debole sulla strada, quindi cercò di trascinarlo sul marciapiede.

"Cosa cazzo state guardando, bastardi? Aiutatemi!" Urlò disperato, guardando la folla che si ritirava codardamente nel buio.

"No…non sono morto…" Tetsu sussurrò cercando di capire con troppa fatica quello che stava succedendo.

"Merda! Il ragazzo-morto ha parlato!" Hyde urlò impaurito e lasciò Tetsu, facendolo cadere di nuovo per terra.

"No…non solo morto…solo…un po' dolorante…" Tetsu disse sedendosi e sfregandosi la testa.

"Sei vivo?" Hyde chiese retrocedendo impaurito.

"Giurerei di esserlo…"

"Quel figlio di puttana del mio cliente ti h buttato giù con la macchina! Lo denuncerò alla polizia!" Hyde esclamò parlando veloce e alzando le braccia sotto un eccitamento di rabbia e paura.

"Uh…cosa? Cosa è successo?"

"Non so molto bene…ti ha investito…gli stavo facendo un…uh…aspetta…adesso che ci penso, non posso dirlo alla polizia…andrò nei casini con il mio boss…"

"Uh? Non…capisco…" Tetsu disse cercando di alzarsi.

"Saa, non farci caso. Sei un coglione, ragazzo-morto. Mi hai fatto perdere un buon cliente. Fottiti." Hyde sentenziò arrabbiato.

"Hmm…nani?"

"Che ci fai qui? Vestito così e… Kyahh~~!! Puzzi di merda..." Hyde disse dopo essersi avvicinato a Tetsu.

"Io…hmm…io stavo andando a Shibuya--"

"Con quegli stracci?!"

"Ci sono tante persone l' con le tasche piene di monete." Tetsu cominciò, sistemandosi i vestiti stracciati. "Stanotte è Natale e sono sicuro che mi daranno qualche moneta in più…" Disse distrattamente mentre si guardava in giro. "…abbastanza per una ciotola di ramen…una ciotola di ramen mentre guardo…i…fuochi d'artificio…stanotte..Oh! No!"


Hyde lo fissò con curiosità.

"Oh no! Le mie monete!" Tetsu gemette inginocchiandosi e cercando di mettere insieme le poche monete sparse per la strada che potè trovare.

"Dove ivi, ragazzo morto?" Hyde chiese abbastanza seccato e tirò Tetsu verso il marciapiede per un braccio.

"Le mie monete…come faccio ora…?" Tetsu gemette quasi per scoppiare a piangere.

"Perché non sei a casa?" Hyde insistette.

"…Cosa mangerò adesso?!"

"Hey! Ragazzo-morto! To ho fatto una domanda!"

"Hmm…? Ja….beh, mi va bene ovunque possa trovare qualche tipo di riparo. Non sono schizzinoso. Merda…la mia ciotola di ramen è andata…"

"Sei un barbone, giusto? Ammettilo."

"Bè…sì…non ho mai detto di non esserlo…"

"Capisco. Quanti anni hai?"

"Tredici. Tu?"

"Quasi quattordici." Hyde disse in tono secco. "I tuoi genitori ti mandano a chiedere l'elemosina?"

"Eh…No…Nessun genitore. Sono da solo. Hey, grazie per avermi aiutato, sempai…" Tetsu rispose sorridendo ampiamente e lisciandosi i vestiti.

"Nessun problema, ragazzo-morto. Vai in ospedale e fatti dare una controllata…potresti avere ferite gravi o qualcosa del genere…" Hyde commentò guardando Tetsu.

"No, è tutto a posto. Sto bene."

"Hey, fa freddo qui…" Hyde cominciò con difficoltà. "….non dovresti stare qui da solo al freddo. Ti ammalerai."

"Sono forte, non ti preoccupare.!

"Sì, giusto…sei davvero forte cazzo, ragazzo-mo-…"

"Il mio nome è Tetsu."

"Ah, Tetsu…il ragazzo-morto. Io sono Haido."

"Haido."

"Il ragazzo-facile."

"Eh?"

"Sì…e dato che non sembra tu abbia nessun posto dove andare, e io non ho niente da fare, vieni da me per una ciotola di ramen…" Hyde disse in fretta. "Ti farò da quel cazzo di Babbo Natale."

"Oh…Non vorrei disturbare la tua famiglia…"

"Non disturberai niente del genere. Loro non hanno niente a che fare con questo. Non hai detto che avresti voluto guardare i fuochi? Bene, andiamo…Sta a me."

"Ma…perché dovresti…?"

Hyde fece spallucce. "Non lo so, ragazzo-mo-uh…Tetsu. Perché sembri più solo e incasinato di qualsiasi cosa che io abbia mai visto. E anche bio sono solo…è sempre meglio guardare i fuochi con qualcun altro, no?"

"Bè, sì…" Tetsu alzò gli occhi e annuì. "Credo tu abbia ragione…"

"Allora, andiamo, ra-ra-Uh…Tetsu…" Hyde disse e tirò Tetsu per un braccio.

"Ma…"

"Puoi anche fare una doccia da me…e liberarti di quel tuo odore da cane-marcente…"

"Ma io…"

"Su. Hai qualcosa di meglio da fare?" Sei un uomo impegnato? Huh?" Hyde prese in giro Tetsu spingendolo leggermente. "Mi sto gelando il culo qua fuori, mi hai fatto perdere il cliente, almeno fammi contento facendomi compagnia…" Hyde disse facendo segno di camminare.

"Il tuo cliente?" Tetsu chiese un po' confuso mentre seguiva Hyde.

"Sì. Te l'ho detto. Sono il ragazzo-facile." Hyde disse e ridacchiò.

"Cosa intendi?"

"Sono una puttana."
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