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| TEARS | |||||
| by XdesperateXangelX | |||||
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Quella mattina la sveglia non suonò...
d'altronde non aveva più senso caricarla. Si alzò comunque alle 7.00...
ma aveva dormito? Forse sì...o forse no...forse aveva solo passato il
tempo a scrutare l'oscurità o forse la sua era stata un'attesa. L'attesa
di un risveglio dall'incubo che stava vivendo. Ma poco importava. In un
momento come quello non poteva pensare a niente... Si recò in cucina a
passo indeciso. Prese del caffè, freddo, e cominciò a versarlo in una
tazza. Bastava solo versarlo per averne l'effetto eccitante. E fu allora
che la teiera gli scivolò di mano e si frantumò in mille pezzi lasciando
che il liquido scuro si spargesse sul pavimento...si sentì come se al
posto di essa, fosse stato il suo cuore a rompersi. Ora era sveglio sul serio...si accorse della realtà: non era stato un incubo, il suo migliore amico era morto sul serio. Si accasciò per terra fingendo di raccogliere i cocci della teiera ma iniziò a piangere... lui stesso infondo sapeva di non essere forte in queste situazioni. E mentre le lacrime di disperazione e, in un certo senso, di aiuto rigavano le sue guance, si strinse la testa tra le mani quasi strappando quei soffici capelli color oro. Perchè? Questa domanda popola il mondo spesso senza essere seguita da una risposta. E lui questo lo sapeva bene. Solo dopo qualche minuto si rese conto di udire uno squillo...il telefono? Sì, ma avrebbe lasciato parlare la segreteria. - Yoshiki, sono Toshi, oggi i funerali sono alle 15.00...- disse una voce tremante. Probabilmente avrebbe voluto aggiungere dell'altro, qualcosa tipo uno "stammi bene" o un ironico "non mancare" ma non ci riuscì e il messaggio terminò lì. Ora il suo era un vero e proprio pianto, accompagnato da spasimi e gemiti. Avrebbe potuto svenire. Infatti lo fece e rimase lì, immobile, fino a quando non sentì qualcosa che gli bagnava la fronte. Aprì gli occhi e riuscì a distinguere il viso di Heath, in lacrime. - Non lo rifare... scemo!...-. Yoshiki notò che erano quasi le undici. Infilò un cappotto nero lungo e invitò il bassista a uscire di casa con lui. Per tutto il tragitto non dissero una parola. Nessuno seguiva l'altro e nonostante vagassero senza una mèta andavano per la stessa strada. Come se i loro cuori li stessero trasportando nello stesso posto. Ad un tratto Yoshiki si fermò. - Non...non...riesco!!...- Non potè fare a meno di ricominciare a piangere. Proprio lui. Il grande e stimato pianista e compositore degli X, nonchè loro energico e veloce batterista che dava vita a quella musica che aveva incantato milioni di persone. Vita. Che parola orribile per lui! Qual è il vero senso della vita? O meglio, perchè si muore? Perchè passiamo tanto tempo di gioie e dolori per poi cessare di esistere senza motivo o, peggio ancora, veder morire una persona cara? La persona che si ha di più cara al cuore. Una di quelle persone per cui provi un profondo e sincero affetto, veramente. Non come quelle che ti accorgi di voler bene solo quando non ci sono più. No. Con hide era diverso. Questi pensieri gli sconvolgevano la mente mentre le lacrime scendevano a fiumi sul suo viso. E Heath non poteva fare niente. Forse avrebbe potuto, ma forse avrebbe solo peggiorato le cose perchè il bassista non sapeva se avrebbe fatto male anche a lui stesso. In fondo, anche se lo conosceva da meno tempo, erano comunque stati compagni di band per tanti anni. Sentì una fitta al cuore. Fare il conto degli anni vissuti assieme a una persona è decisamente una cosa macabra. Senza nemmeno accorgersene erano giunti sul loro vecchio posto di lavoro. Si diressero nella loro ex-sala prove noncuranti delle emozioni che avrbbero provato guardando la sua chitarra. E quando aprirono la porta lei era lì. Appoggiata al muro, lucida e accordata. Come sempre. Fu un colpo nell'anima vederla senza il suo padrone. Forse anche lei si sentiva triste per ciò che era successo. E quando Yoshiki osservò gli spartiti sulla scrivania gli venne come un flash in mente. Come se stesse rivivendo un incubo, si rivide nel suo studio a Los angeles, alle 9.00 circa del giorno prima mentre stava riguardando le vecchie composizioni rimpiangendo lo scioglimento del gruppo avvenuto due mesi prima. Ed ecco -sempre come un flash- l'arrivo della segretaria con un telefono in mano. - Sembra urgente- aveva detto con fretta prima di riprendere la sua attività. Yoshiki aveva esitato a rispondere. Aveva il presentimento che ci fosse qualcosa di negativo ma sperava di sbagliarsi. - hideto... hide è.... HIDE!!!- aveva detto una voce femminile buttata fuori come un urlo di sofferenza. Il pianista si preoccupò sul serio... aveva intuito la continuazione della frase ma ne aveva paura, preferiva fare finta di non capire. - hide è morto!!!!- aveva gridato con tutto il fiato quella che era la fidanzata del chitarrista. Si poteva avvertire il tremolio della mano nel tenere la cornetta. Yoshiki non si accorse che il suo telefono era caduto per terra. Forse era rotto ma di più lo era la sua anima. Aveva anche vomitato sul pavimento. Poi si era precipitato con un volo privato all'ospedale di Tokyo dove appena incrociati gli occhi della ragazza si era reso conto della gravità di ciò che era accaduto. Finalmente quel terribile flash finì e Yoshiki non potè evitare di inginocchiarsi sul pavimento con gli occhi sgranati. Avrebbe potuto svenire di nuovo. Ma non lo fece. Fu distratto, Heath stava piangendo. Yoshiki capì che non era il caso di restare lì a se ne andò lasciando -forse- l'amico lì. Aveva avuto il compito più arduo: avvisare i suoi ex-compagni di band della terribile notizia. Con Pata e Heath le cose erano andate meglio poichè erano insieme e non si sarebbero sentiti soli in un momento tanto triste. Pata aveva risposto allegramente al telefono sperando in buone notizie, magari una riunione dei mitici X ma quando quello che gli fu rivelato gli era arrivato al cervello era rimasto shockato. Yoshiki aveva parlato il meno possibile, non era sicuro di reggere una simile situazione. Con Toshi era stato peggio. Quando lui aveva risposto al telefono, Yoshiki era rimasto in silenzio pensando se non fosse stato meglio dirlo di persona. Ma era troppo tardi. Le parole gli erano già uscite di bocca e l'ex-cantante degli X era già assente dall'altra parte della cornetta. Questa volta Yoshiki aveva pianto al telefono ma riattaccò subito. Volle smettere di ricordare le reazioni degli amici. Accese la TV come per distrarsi ma fu peggio. Un telegiornale raccontava il triste episodio del decesso di Hideto Matsumoto, 33 anni. - E' stato trovato stamattina alle 9.00 in stato di coma profondo seduto per terra, appoggiato alla porta del bagno di casa sua con un asciugamano legato intorno al collo e appeso alla maniglia. E' stato portato all'ospedale ma è deceduto durante il tragitto. Era in coma da circa le 6.30. Secondo l'autopsia si è trattato di una impiccagione e il chitarrista era in forte stato di ebbrezza prima di entrare in coma. Tra i medici si parla di suicidio...- Yoshiki trovò la forza per spegnere quel maledetto televisore. Per sempre. Come era possibile? Suicidio?? Ma che diavolo stavano blaterando quei giornalisti del cavolo? Lui era così...pieno di vita! Così.. ricco di idee e progetti per il futuro! No... non poteva averlo fatto sul serio. - Se è così facile lo faccio anche io- aveva pensato Yoshiki prendendo il coltello fermacarte dal tavolino di vetro. No. Lo posò subito. Aveva perso la calma ma non il suo buon senso. Si versò dell'acqua sulla fronte. Poi diede un'occhiata al pacchetto di sigarette sul tavolino. Irrimediabilmente vuoto. Il giorno prima le aveva finite tutte ma non aveva senso comprarne delle altre. Improvvisamente sentì un terribile senso di vuoto. Tutti quei progetti, tutto andato a vuoto, ora. Niente più riunione dello straordinario gruppo rock X. Niente di niente. Che fosse finita anche la sua, di vita? Anche se non mangiava da 24 ore, non pranzò quel giorno. Il solo pensiero gli fece venire la nausea. Restò soltanto lì, immobile sul sofà dove chissà quante volte si era seduto anche hide per passare qualche serata brava. Si erano fatte le due e mezza. Era ora di andare. Provvedette alle guardie del corpo e si recò al tempio. Durante il tragitto in auto non guardò nemmeno la folla di fan che piangeva disperata e accerchiava il luogo dove hide giaceva. Non poteva guardare. Sarebbe stato troppo straziante. C'erano giornalisti ovunque e tutti ripetevano a pappagallo la storia del suicidio. Solo pochi avevano una soluzione alternativa. Un incidente. Un banalissimo incidente. Sarà tornato a casa ubriaco. Avrà fatto quella cosa con l'asciugamano per i soliti dolori alla cervicale che il suo lavoro gli procurava e si sarà addormentato. Impiccagione involantaria, così la chiamarono. Yoshiki stavolta fu tanto d'accordo quanto amareggiato. Che triste destino per una simile persona. hide, il suo miglior amico. Con quei capelli rosa acceso e quel look stravangante. Quel suo modo di fare musica così spontaneo e travolgente... Quel suo sorriso rallegrante. Quelle sue dita che con la stessa scioltezza con cui suonava la chitarra portavano l'omnipresente sigaretta alla bocca rossa e lucida. Ma anche quei saggi consigli che spesso si sentiva dare da lui. Yoshiki strizzò gli occhi per allontanare il pensiero. Faceva spesso così. Quando scese dall'auto raggiunse subito Toshi e gli altri. Intravide altre rockband, c'era anche Taiji, il bassista precedente, ma non si scomodò a salutarli. Solo più tardi Sugizo dei Luna Sea si avvicinò e tese la mano per le condoglianze. Fu un'azione straziante per il biondo batterista che non mostrò il suo sentimento e ricambiò la stretta di mano. Finalmente ora si guardò intorno. C'era forse tutto il Giappone per pregare per il grande Ragno Rosa e scorse anche qualche viso occidentale. Fu il momento di entrare. Una grande sala bianca era stata allestita con fiori e le chitarre di hide, e lì, sopra la bara, troneggiava il suo volto più raggiante che mai. La bara... Yoshiki sentì un brivido correre lungo la sua schiena e solo dopo si accorse di dover asciugare gli occhi sotto quegli occhiali da sole neri. Sentì ma non ascoltò le parole del prete. Non poteva. Poi lo chiamarono a fare un duetto con Toshi. Voce + piano: Forever love. Perfetto. Quello fu il colpo di grazia. Oltre alla perfetta musica di Yoshiki e alla voce acuta quanto gemente di Toshi, si sentivano i pianti dei presenti in sala. Qualcuno stava anche filmando. Tutti avrebbero visto. Anche lui stava per scoppiare a piangere ma dovette trattenersi. Anche perchè non voleva mostrarsi triste al suo allegro amico di sempre che stava sicuramente osservando dal paradiso. E mentre quelle dita affusolate sfioravano i tasti Yoshiki ripensò a tutto quello che avevano passato assieme. Forever love, Forever dream. No... non per sempre...non è mai per sempre. Nè l'amore, nè i sogni. Nè hide. Tutta la serie di ricordi si concluse con la fatidica domanda. Perche? Quando lo invitarono a parlare avrebbe voluto urlarlo a tutti. Sgridarli, incolparli, perchè erano lì ma non soffrivano quanto lui. Nessuno di loro lo conosceva veramente, quale sensibile e saggio amico potesse essere stato! Ma si limitò a leggere il suo discorso meno strappalacrime possibile ma che non riuscì a fermare neppure lui stesso dal versarne ancora. -Sono rimasto molto shockato quando ho saputo della sua morte. Ancora non posso credere a ciò che è accaduto. Proprio adesso, sta dormendo con un bel viso. Ho provato a svegliarlo molte volte, ma sta ancora dormendo.- fece una pausa per fermare qualche lacrima. Poi riprese: - Fra noi cinque, hide era quello che manteneva la calma e organizzava le cose. Nonostante fossi io il leader, era lui quello calmo che mi dava buoni consigli quando perdevo il controllo e mi lasciavo prendere dalle emozioni. Ovviamente con tutta quella pressione, anche lui perdeva quasi la sua identità. Ma durante quei momenti difficili, mi avrebbe sempre chiamato. Avremo parlato degli X, della musica, degli amici, della vita, dei fan, quasi di tutto. Era come un fratello maggiore per me e qualche volta anche come un fratello minore. Avremo bevuto insieme a qualche volta anche litigato. Ma il giorno dopo, sarebbe venuto da me e avrebbe detto: "Yoshiki, ho fatto qualcosa l'altra sera? Mi spiace, non ricordo nulla". Ma questa volta, non mi ha detto niente... dormendo.- Ora tutti notavano le sue lacrime di commozione. Il foglio ove erano scritte queste parole tremava freneticamente. - Per tutti i fan e gli amici, dovrete essere tutti confusi... Anche io non posso esprimere questa tristezza a parole, ma dobbiamo capire e accettare questa realtà dolorosa. Tutti, per favore, guardate oltre il suo caldo sonno eterno.- Rimasero tutti in silenzio per un bel pò di tempo, dopodichè Toshi gli posò una mano sulla spalla. Si abbracciarono e Yoshiki scorse il suo pianoforte, e gli spartiti, e le chitarre, e tutto il resto. Dry your tears with love. Avrebbe asciugato le sue lacrime con l'amore per la musica. Per sempre. FINE |
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