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Shinya X Totchi
by Georgia
   
Part.two


La serata si svolse come al solito. Yoshiki lo andava a prendere, lo portava in un ristorante di lusso, continuava a fissarlo dolcemente per tutto il tempo mentre mangiava (cosa che Shinya odiava) per poi portarlo nella sua enorme casa.
Hayashi-san possedeva un intero palazzo nell'immediato centro di Tokyo, che aveva adattato a un unico, enorme appartamento. Shinya lo detestava. Quella casa, se così si poteva definire, mancava di calore umano. Era troppo grande per viverci da soli, e "viverci" non era il termine adatto per la presenza di Yoshiki lì dentro. 
Yoshiki era una persona troppo impegnata, di certo andava a casa solo per dormire. Con chi, poi… 

All'unisono con il rumore della pesante porta blindata che si chiudeva, il suo corpo emise un sordo tonfo colpendo il muro. Il corpo di Yoshiki lo spingeva contro la parte, le sue mani gli bloccavano i polsi all'altezza della testa. Shinya chiuse gli occhi, come da copione, e dischiuse le labbra. Ma nessun bacio arrivò. Sentì invece il respiro dell'altro sul suo collo, una mano che gli liberava il polso e andava velocemente a infilarsi sotto la sua maglietta, lo strusciare delle labbra sul suo orecchio… neanche più un bacio, pensò.

In fondo a lui non importava nulla. Doveva solo compiere il suo "dovere", e avrebbe potuto andarsene quando voleva.
Era solo sesso. Lo aveva già fatto altre mille volte in quelle occasioni, con Yoshiki.
Non c'era assolutamente nessun problema a recitare la parte dell'amante…Giocare a fare la puttana…

"Se accetti di frequentarci io produco il vostro album…" 
Ogni volta che quell'atto si ripeteva, che sentiva delle morbide lenzuola, o un pavimento, o un muro contro la sua pelle mentre Yoshiki entrava in lui, nella sua mente risuonavano quelle parole.

* * *

Shinya scostò il braccio che lo circondava e si tirò a sedere sul letto nella stanza debolmente illuminata di raggi di luce, che si facevano faticosamente strada attraverso le pesanti tende. Doveva essersi addormentato. Il campanello aveva suonato un paio di volte, svegliandolo.
Rivolse uno sguardo all'orologio a forma di gatto sul comodino. Le nove e mezza di mattina.
Imprecando silenziosamente e coprendo il suo corpo nudo con il lenzuolo allungò una mano verso il pavimento per recuperare un paio di boxer e i suoi pantaloni da sotto il letto.

Nonostante si fosse mosso lentamente, cercando di non far rumore e muovere il materasso per non svegliare l'uomo al suo fianco, una mano cercò e strinse la sua.
"Cosa c'è, Shinya..?"

Ogni scusa era buona per andare via. 
"Non hai sentito? Il campanello suona…" Shinya si era seduto sul bordo del letto e si stava chiedendo dove diavolo fosse finita la sia camicia. La trovò appesa in modo bizzarro alla spalliera del letto. 
Guardò di nuovo l'orologio. Nonostante la sua voglia di andare via fosse stata fortissima, il desiderio di fare una doccia e lavare via tutto era ancora più forte.
Sapeva che alle 11 Kaoru avrebbe avuto un'altra audizione, e voleva assolutamente essere presente prima di partire per Nagano. Pregava perché trovassero un nuovo bassista al più presto…per evitare il completo scioglimento della band…riguardo al resto, in quel momento era così stordito che non capiva più niente. 

"Lascia stare…te lo sarai immaginato! Chi vuoi che rompa a quest'ora, di sabato?"

Il campanello aveva intanto suonato un'altra volta, per poi smettere definitivamente. Shinya sospirò all'occasione mancata e tirò fuori la più dolce delle sue espressioni.

"Mi dispiace tanto, Yo-chan…ma adesso devo proprio andare…ho le prove con la band… ho a malapena il tempo di fare una doccia…"

Sapeva che Yoshiki non poteva resistere a quel tono così confidenziale. Si chinò strategicamente verso di lui e lo baciò, per evitare che replicasse.
Quello che lui voleva fosse un bacio veloce si protrasse per un po' di minuti, ma Shinya riuscì comunque a 'staccarsi' e andarsene.

//Sto facendo l'amante crudele// Pensò ghignando mentre chiudeva la porta del bagno alle sue spalle. 

* * *

Era finalmente fuori. Non poteva fare a meno di sorridere. 
Doveva pensare positivo, nonostante il mal di testa e il dolore diffuso nel suo corpo. 
Sentiva che quello sarebbe stato un nuovo giorno. Kaoru avrebbe trovato un nuovo bassista e tutto si sarebbe risolto. 

Sollevò gli occhi e si infilò in un corridoio che portava all'ascensore, il suo sorriso si spense quando notò un ragazzo poggiato al muro di fianco alla porta che lo osservava. Che figura non averlo notato prima…
Era poco più alto di lui, con lunghi capelli neri legati in una banalissima coda e una leggera traccia di matita sugli occhi, forse residua abitudine di chi era entrato nel Visual Kei… o forse era solo una checca… era così femminile… Lo fissava con due occhi sorpresi, perfettamente a mandorla, che dopo una frazione di secondo diventarono freddi.

Shinya si fermò e lo guardò, indeciso se salutarlo o meno. Quel tizio lo stava guardando come se fosse appena uscito da casa sua!
Data la nottata da cui era appena uscito, l'ultima cosa che avrebbe voluto era di trovarsi in una situazione del genere. Non aveva voglia di pensare… l'unica cosa che era in vena di fare era ingoiare un paio di confezioni di sonniferi e dormire per sempre, come Marylin Monroe o la bella addormentata.
Si sentiva la testa piena di nebbia. Era infastidito, ma non poteva restare lì impalato a fissare quello strano ragazzo.
"Cosa c'è? Cerchi qualcuno?"
Cercò di controllare il suo tono arrogante. Non c'era comunque ragione di essere scortesi con uno sconosciuto…

L'espressione del ragazzo si distese leggermente, ma i suoi occhi restarono in qualche modo distanti, "Ah, scusa…Hayashi-san è in casa?"

Fantastico, pensò. Ora si doveva inventare una scusa.
Era tentato di dirgli qualcosa come "oh, mi dispiace. Hayashi-san ieri sera si è impegnato così tanto nello scoparmi senza freno che ora è talmente distrutto che credo dormirà tutto il giorno. Prova a passare un'altra volta, okay?" 
Ma purtroppo non poteva farlo. 

"N-no…non credo. Ero solo venuto a consegnare una Demo, mi ha detto che avrebbe lasciato la porta aperta…di appoggiarla da qualche parte e chiudermela alle spalle. Arrivederci!"
Shinya corse via, orgoglioso della sua scusa campata in aria, e appena arrivato davanti all'ascensore si lasciò scappare un sospiro di sollievo. 
Però, a pensarci bene, quel ragazzo gli era familiare… doveva averlo già visto da qualche parte…


---Flashback
Nagano hall, backstage, sei maledettissime ore prima del concerto.
Punto della situazione: 
La sua ragazza, quella mattina, si era alzata dal SUO futon e aveva deciso che quella notte avrebbe dormito in quello di Kaoru.
Così tra loro era finita.
Kisaki si era presentato con la sua sorellina e il ragazzo di lei.
La ragazza, nell'arco di due ore, aveva invitato ripetutamente Die a seguirla in bagno e aveva assillato Shinya all'esasperazione provandoci nei modi più ovvi. Ma il suo ragazzo non diceva niente!?
Shinya cominciava a capire perché i ragazzi facessero di tutto per diventare musicisti…

Aveva trovato rifugio su una sedia in un angolo, e giocava al game boy aspettando che le sarte lo chiamassero per provare il suo costume.

Sentendo della musica alzò lo sguardo. Kaoru stava provando con la chitarra. 
Stava per tornare al suo gioco quando il ragazzo della sorella di Kisaki si avvicinò al chitarrista, tirò su un basso abbandonato e cominciò a seguirlo sulle note di una loro canzone. Ci sapeva fare…

Come si chiamava? Kisaki glielo aveva detto… Toshimasa…

Toshimasa alzò le sguardo verso di lui e sorrise, con quelle labbra carnose e perfette, come se avesse 'captato' i suoi pensieri. Che sorriso dolce…

---

Ma quello era…!

Shinya si voltò di colpo per tornare indietro, ma si scontrò con qualcuno e cadde a terra. Perché non stava mai attento a come si muoveva…
"Ahi..! Che.." Guardò su. Il ragazzo di prima sembrava aver corso fino a lì e gli stava tendendo la mano per aiutarlo a rialzarsi. I capelli lunghi gli scendevano sul viso inclinato e la sua espressione dispiaciuta era davvero molto carina…

"Scusa… Ma tu non sei il batterista dei… La:Sadies?"
Shinya sorrise e prese la fredda mano che gli era stata tesa, rialzandosi.

"Si, Shinya… e tu sei Hara, vero?

* * *

"Ancora niente…" Kaoru si mise una mano sulla fronte, sconsolato. Die stava per andarsene e Kyo si era addormentato su una sedia.

"Vado a prendere del caffè, se ne volete…"
Appena aprì la porta della sala prove, Die vide Shinya arrivare dal fondo del corridoio, ridacchiando allegramente con un ragazzo. Non aveva mai visto Shinya "Ridacchiare allegramente" o scherzare con nessuno prima d'ora. Una punta di gelosia gli si conficcò nel cuore, ma svanì quando il batterista si piazzò davanti a lui e sorrise gentilmente.
"Sono già finite le prove?"

"Non me ne parlare…"

"Niente eh…"

Die annuì incerto, fissando il ragazzo sorridente di fianco al batterista. Dove l'aveva già visto?

"Meglio così. Lui è Hara, ti ricordi di lui?"

Eeh!? Quello era Toshimasa? Non se lo ricordava così attraente! Non potè fare a meno di balbettare.
"Ma… ma dove lo sei andato a pescare!?"

Shinya mede su un finto broncio e si attaccò al braccio di Toshi, che si mise a ridere.
"Ma come sei scortese… ci siamo incontrati… per caso~ Lo facciamo provare?"
I due si scambiarono un sorriso d'intesa.

Die odiava già quel tizio. Shinya non aveva mai fatto così con lui.
All'improvviso, lo odiava.
 
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