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| Shinya X Totchi | |||||
| by Georgia | |||||
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Author's note: Ciao a tutti e ben tornati! Qui, come al solito, è la
vostra Geo... alla quale non vanno mai bene le sue fics e continua a
modificarle con maniacale costanza -_-;; mi è capitato di rileggere
questa storia e ho pensato "Oddio, ma che schifo!", quindi ecco a voi la
versione "restaurata". Il contenuto in sé non cambia, ne ho solo
modificato la forma e i dialoghi. Dedicata a Tsubaki e Mchan che mi hanno fatto inconsciamente capire quanto avesse avuto bisogno di una sistemata ^___________^ Suu, non fate quella faccia… potrei decidere di inserire qualche lemon di più… *Geo fa la faccia più innocente che può* Buona lettura Part.one Le luci che sfrecciavano nel tunnel della metropolitana, tutti quei macchinari, quello smog, il treno superveloce, la città, le automobili. Tutte quelle persone che si affannavano a correre da un vagone all'altro, a urtarsi e schiacciarsi tra di loro nelle metropolitane, a fare file lunghissime.. inconsapevoli della loro piccolezza, come formiche. Era tutto così assurdo... Un'altra valanga di carne spinse Shinya a schiacciarsi ancora di più contro la vetrata del vagone. Non era possibile che ci fosse tanta gente. Era come se tutta Tokyo si fosse data silenziosamente appuntamento su quel treno, a quell'ora e fermata. L'ultima cosa di cui aveva bisogno quella mattina era di essere circondato dalla folla. Stava cominciando a odiare ogni maledettissimo secondo di quel viaggio. Shinya era schiacciato contro un finestrino, oltre il quale non c'era niente da vedere se non la sua faccia riflessa sul vetro. Le donne di mezza età di fianco a lui chiacchieravano di cose assurde che non avrebbe mai voluto sentire. Chiuse gli occhi e cercò di concentrarsi sul meccanico ka-tlan che il treno in corsa produceva. Stava quasi riuscendo a isolarsi, quando improvvisamente avvertì il tocco di una mano sul suo sedere. I suoi occhi si spalancarono, e si girò di colpo con aria truce pronto a massacrare chiunque fosse stato, uomo, donna, vecchio o bambino. Le donne lì vicino tacquero e presero a fissarlo, nella massa di gente indifferente. Il suo sedere non avrebbe avuto la meritata vendetta. Sospirando, riprese la sua posizione. Voleva solo arrivare in fretta a casa di Kyo e lasciarsi indietro l'orribile nottata che aveva passato. Ma che senso aveva arrabbiarsi? Per la band questo ed altro, no? Andavano fatti molti sacrifici per poter mandare avanti gli ex La:Sadies... anche se fin'ora era stato tutto inutile… Anche se Yoshiki si era interessato a loro. Anche se voleva produrre il loro album, gli altri non lo sapevano ancora. C'era una condizione sul contratto che non era ancora stato firmato. Shinya avrebbe dato qualunque cosa pur di diventare un professionista e portare la sua band nell'industria major, e il loro futuro produttore lo sapeva. Era il sogno che voleva realizzare a tutti i costi. La condizione di Yoshiki non era niente per lui. Non gli dava fastidio. Il suo sogno era così grande da cancellare tutto. Tutte le notti il cui aveva barattato con lui il suo corpo per un contratto. Non era pesante, anche se non si sarebbe mai immaginate che sarebbe andata a finire così. Aveva cominciato a suonare la batteria proprio sulle orme di Yoshiki, quel genio che sembrava sdoppiarsi ogni volta che prendeva in mano le bacchette. Non prendeva neanche in considerazione l'ipotesi di poterlo mai incontrare, figurarsi quello di andarci a letto. Pensandoci, nonostante il suo aspetto, non aveva neanche mai avuto una storia con un uomo, prima d'ora. Nonostante tutto, Yoshiki sembrava seriamente intenzionato a mantenere la parole data; partecipava a molti concerti e si faceva passare delle registrazioni da Shinya… cosa aspettava a farsi avanti? Forse la perfezione? Ma… all'improvviso tutto era crollato. Era come essere tornati al punto di partenza, senza più una band e senza più un sogno. Kaoru, in un attacco di rabbia, aveva cacciato via il loro bassista, che stava meditando di lasciarli per entrare in un'altra band. Pensandoci a mente fredda, forse sotto c'era anche qualche questione sentimentale… Alla fine si erano ritrovati a tenere degli assurdi provini per reclutare un nuovo basso, ma nessuno sembrava andare bene. Non c'era più futuro per i La:Sadies? Tutto quello che aveva fatto fin'ora era stato inutile? No, non era possibile. * * * Aveva ascoltato 11 persone. Undici, maledetti, stonatissimi bassi suonare. Non era possibile che in tutta Tokyo non ci fosse un bassista libero che sapesse suonare decentemente. Kaoru non chiedeva un genio, solo qualcuno che ne fosse capace. Die gli mise una mano sulla spalla per confortarlo. Anche lui era sfinito e demotivato, ma sapeva che per il leader doveva essere anche peggio. Aveva sperimentato più volte la tendenza di Kaoru ad addossarsi sempre la colpa di tutto. Del litigio, del fatto che tutti i bassisti validi fossero già in qualche band…Kaoru era così, ormai lo conosceva bene. "Kaoru.." Il leader espirò e chinò la testa all'indietro, passandosi una mano tra i lungi capelli blu per scostarli dal viso. "Non ci resta che provare l'ultima carta" "Cosa?" "Ti ricordi quel ragazzo che abbiamo incontrato in tour a Nagano? Come si chiamava..?" "Non me lo ricordo..aspetta…capelli lunghi e neri, no? Sembrava davvero una ragazza…Si faceva chiamare Toshi..." "Toshimasa?" "Si, credo di si…secondo te Kyo ha ancora il suo numero sul cellulare?" * * * La porta sbattè nel chiudersi, un mazzo di chiavi fu gettato con furia sul tavolo. "Shinya? Sei tu?" "Si…" Shinya entrò camminando sulle punte, saltando e schivando cartacce, incarti di snack e sacchetti di patatine vuote sul pavimento lercio. Raggiunse il divano e schioccò un bacio sulla guancia di Kyo. "Tooru, non dovevi pulire?" "Già…" Il vocalist si girò verso di lui con una faccia assonnata e la trama del cuscino del divano marchiata sulla guancia. Come si faceva a non ridere davanti a una scena del genere? Kyo fece una smorfia e si gettò di schiena sul divano. "Bene, sono riuscito a far ridere Shinya-sama, che miracolo!" disse ironicamente mentre il batterista andava ad aprire la finestra per far entrare un po' di aria pulita. "A parte la mia faccia, come stai?" Shinya si bloccò sulla finestra e si girò a malapena verso di lui. "Mmh… Notte insonne, metropolitana piena, maniaco palpatore su uno dei tre treni a danni del mio povero deretano… mai stato meglio, grazie." Sorrise amaramente. "Magari ti ha scambiato per una ragazza…" "Ah, sì, grazie per avermelo fatto notare!" "Uh... gomen…" "A proposito… hanno trovato qualcuno, o dobbiamo uccidere tutti i componenti di una band tranne il bassista per averlo con noi?" "Non lo so ancora…tra poco Kaoru e Die dovrebbero tornare e dirci com'è andata.." "Bene.." Kyo lo osservò con la coda dell'occhio. Shinya guardava fuori dalla finestra aperta, con le mani sul cornicione. I suoi capelli lunghi venivano mossi leggermente dall'aria fredda che entrava nel piccolo appartamento. Non si stupiva che un maniaco lo avesse preso di mira. Era certamente molto bello, anche un uomo rischiava di… "Ehi…cosa c'è? Hai freddo? Chiudo la finestra?" "No, tranquillo." "Mmh.." La porta sbattè di nuovo, ancora più nervosamente di prima. "Chi diavolo ha lasciato la porta aperta!?" Shinya arrossì. Kyo ridacchiò, "Credo sia andata male…" Un Kaoru furioso si faceva minacciosamente strada verso di loro, navigando nel mare di lerciume pavimento. Die seguiva impotente, con il terrore che Kaoru scaraventasse qualcosa fuori dalla finestra per la rabbia, insieme a Shinya che era di mezzo. "E chi doveva fare le pulizie oggi, eh?!" Kaoru urlò in direzione di Kyo. "Gomen, Kao… mi sono… appisolato. Non avete trovato niente… vero?" Stava per aggiungere qualcos'altro, ma vide l'espressione terrorizzata di Die, che gli faceva segno di stare zitto, così cestinò l'idea di cercare di allentare la tensione con qualche stupida battuta. Certo, il sangue era sempre piacevole da vedere… ma voleva comunque riservarsi il diritto di decidere quando vedere o meno il suo stesso sangue. "Kyo, hai ancora il numero di quel ragazzo di Nagano... Toshimasa?" "Toshimasa? Chi?" "Credo facesse Hara di cognome… quello che abbiamo incontrato prima del concerto di Nagano... no?" Shinya chiuse la finestra e si rivolse a quattro ragazzi ammutoliti dalla sua memoria. "Suonava il basso, è vero... ma sinceramente non mi ricordo bene neanche che faccia abbia…" "ehm… io…" Per un attimo nessuno fece caso al piccolo vocalist, che si era fatto ancora più piccolo e si reggeva la fronte con una mano. "Si, quello… Nagano non è _tanto_ lontano, dovrebbe accettare, no?" "Ehm… sentite..." "Credo di si… era anche un bel ragazzo…" "Aaah! Guarda Kaochan!! allora ti interessava davveroo!" "STAI ZITTO, Die!!" "MA MI VOLETE ASCOLTARE??? IO NON CE L'HO PIÙ QUEL MALEDETTO NUMERO!!" "COME?? KYO::IO TI:::" "No…Kaoru…calmati!!" "CALMATI DICI?? CREDI SIA FACILE TROVARE UN BASSISTA?? I BATTERISTI SPUNTANO COME FUNGHI INVECE!!!" "E DI CHI CAZZO CREDI SIA LA COLPA SE IL NOSTRO BASSISTA SE N'È ANDATO???" "Aspettate…fermi..non litigate…" L'aria era tesa. Die avrebbe voluto fare qualcosa…per non rischiare di rompere definitivamente... Kaoru aveva praticamente cacciato Shinya… "Siamo tutti stressati e nervosi, lo so. Ma non mi sembra il caso di litigare così. Si può trovare una soluzione, no?" "Si, quale? Vai te fino a Nagano a recuperare uno che abbiamo conosciuto per poco più di due giorni? Hai idea di quanti Hara ci siano lì? Non possiamo nemmeno cercarlo sull'elenco!" Kaoru passava dalla rabbia all'ironia, cattivo segno di insania mentale. "Ok, andremo io e Die a vedere se è disposto a entrare nella nostra band." Shinya si fece avanti Kyo spalancò gli occhi, Kaoru lo guardò sottecchi, Die indietreggiò. Come sempre, Shinya era deciso e risoluto. Sebbene fosse il più piccolo, gli altri sembravano dei bambini che litigavano per chi aveva rotto il vaso di marmellata, a suo confronto. "Die, quando hai il giorno libero al lavoro?" "Sabato, e la domenica naturalmente. Ma tu..?" Sapeva che sarebbe stato tirato in mezzo. "Io posso trovare qualcuno che mi sostituisca, non c'è problema. Kaoru, Tooru, siete d'accordo?" "…Si" * * * Il cellulare squillava, sul display continuava ad apparire il nome di Yoshiki. Anche se non ne aveva voglia, Shinya rispose. Un appuntamento. Sarebbe passato a prenderlo sotto casa quella sera. |
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