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Room no. 304
by Zan
   

Entrò nella stanza buia e si sedette alla piccola scrivania di fronte alla finestra. Intorno a lui si ergeva un silenzio angosciante, infranto solamente dallo scrosciare della pioggia sul vetro. Kyo vi appaggiò il palmo della mano e sentì quella fredda superficie gelargli la mano. Quel vetro sottile, leggermente appannato che separava quella stanza vuota, squallida e inquietante dall'eterea dimensione esterna, in cui la furia di un temporale estivo imperversava, rendendola straordinariamente più irreale di quel che gli era sembrato.
Rimase, come ipnotizzato, a fissare il panorama che si estendeva oltre quella finestra, unica porta di comunicazione tra il suo cuore e la lontana dimensione del reale. Osservava la pioggia cadere e purificare il terreno e le verdi foglie del ciliegio, già nel cortile, piegarsi docilmente ai goccioloni di pioggia. Quello scroscio continuo... Shhhhhhh... talmente irreale da sembrare voler tramutare quell'attimo in un'eternità.

***

"Ehi!" Die, entrò nello studio, facendo un cenno di saluto a Kaoru, che gli rispose alzando leggermente una mano e sorridendogli.
"Dove sono gli altri?" chiese.
"Totchi è andato a comprarsi qualcosa da bere e Shin-chan... non so, credo sia andato in bagno..."
"Ad incipriarsi il naso?" fece Die, sghignazzando.
"Dai-chan, smettila di prenderlo in giro... lo sai che si arrabbia facilmente..."
"Ma dai, cos'ha da prendersela tanto? Lo sa che scherzo!"
"Sì va bhe, lasciamo perdere..." disse Kaoru, rassegnatosi alla cocciutaggine di Die.
"E Tooru-chan, dov'è?"
"A casa sua... sta partorendo..."
"Capisco..."
Die si avvicinò silenziosamente alla finestra e si fermò a fissare la pioggia che cadeva fitta.
"Ehi, Dai-chan..." sbottò d'improvviso Kaoru.
"Mh?"
"Pensi che Kyo se la sia presa per quella storia?"
"Quale storia?"
"Dai, non ti ricordi? Quello che gli ha detto Miya l'altro giorno..."
"Ah, quella... no, non credo... Kyo non è tipo da prendersela per certe cose..."
"Credi?"
"Dai, Kao-chan, lavora di cervello... stiamo parlando di Tooru! Yu-huuu! Tooru... quello che ha la sensibilità di un elefante!"
"Bhe, sì... forse hai ragione, mi sto preoccupando per niente..."
"Ehi, Kao..."
"Sì?"
"Ce l'hai una sigaretta?"
"Sorry, le ho appena finite!"
"Seee! Dicono tutti così!" disse Die guardando l'amico con fare sospettoso.
"Non ci credi? Guarda..." e, detto questo, Kaoru gli mostrò il pacchetto vuoto.
"Va bene, allora vuol dire che la estorcerò a Totchi appena varcherà quella soglia!" disse scherzosamente, ed entrambi, guardandosi negli occhi a vicenda, si misero a ridacchiare silenziosamente.

***

Dopo essersi fumato un paio di sigarette, finalmente Kyo decise che forse era giunto il momento di mettersi al lavoro. Accese la lampada e, dopo aver preso i suoi fogli e la sua penna, azionò il lettore CD per ascoltare la base sulla quale avrebbe dovuto comporre le parole della nuova canzone.
Non appena la musica ebbe inizio, chiuse gli occhi ed emise un respiro profondo. Mentre quelle note graffianti fluivano nel suo cuore cominciò a delinearsi nella sua mente una pallida, sfocata immagine. Una bianca camera d'ospedale, le candide lenzuola di un letto in acciaio, l'odore insopportabile di disinfettante e di medicine, il pallore giallognolo di un volto moribondo, il pianto silenzioso di una donna al suo capezzale... angoscia, dolore, nostalgia, lacrime, singhiozzi soffocati, sospiri... tutto questo prese improvvisamente forma nel suo cuore, già abbastanza divorato dalla tristezza e dalla solitudine, lasciandolo fluttuare in un'immagine surrealistica, in un corpo che non era il suo, in uno spirito che non era reale, ma che avrebbe potuto esserlo... sì, che avrebbe potuto esserlo... lo spirito di un uomo sconosciuto che, probabilmente, in quel medesimo istante, stava vivendo davvero quella psichedelia, sul confine sottile tra sogno e realtà.

***

Appena Shinya rientrò, sul volto di Die si fece largo un sorrisetto malizioso.
"Ehi, non te lo sei mica incipriato bene, eh!" disse Die, prendendo in giro l'amico, e gli toccò scherzosamente il naso con un dito.
"Che stai dicendo? Hai bevuto?" gli rispose Shinya, gettandogli uno sguardo pieno d'odio.
"Dico, il naso... non te lo sei incipriato bene!"
"Non mi sono incipriato il naso!" replicò Shinya con il fuoco negli occhi, mentre Kaoru se ne restava seduto a strimpellare la chitarra assistendo silenzioso alla scena.
"Dai, calmati! Stavo solo scherzando! Diglielo anche tu, Kao, che stavo scherzando!"
"Ah, non chiamare in causa me adesso, io non voglio entrarci nei vostri stupidi litigi!" disse Kaoru con un tono calmissimo, mentre proseguiva nel suo passatempo.
"Uffa! Certo che anche tu, Shin-chan... il senso dell'umorismo lo hai messo al posto dello zerbino, eh?!"
"Baka!" sussurrò Shinya, sbuffando.
"Ma no, dai... ti sei arrabbiato? No... su dai fatti abbracciare, sei così kawaii con questa magliettina attillata!"
"Stai lontano da me! Non mi toccare!" gridò Shinya istericamente, e corse a rifugiarsi dietro l'autorevole figura di Kaoru.
Die lo guardò sorpreso e allo stesso tempo un po' irritato.
"E da quando in qua corri a rifugiarti da Kao-chan, eh Shinya?"
Kaoru sbuffò, ma continuò pazientemente a far finta di nulla.
"Tsk! Questa è bella! Però poi non venirmi a cercare quando vuoi sc..."
L'entrata in scena del dolcissimo Toshiya, con una lattina fra le mani, troncò in pieno ciò che Die stava per dire.
"Ehilà!" li salutò, ma sentendosi addosso gli sguardi infuocati di Shinya e Die e quello di Kaoru, sorpreso e felice allo stesso tempo per il fatto di non dover più essere l'unico ad assistere a quella scena carica di stupide e insensate gelosie, un po' imbarazzato chiese: "Ehm... mi sono perso qualcosa?"
"Solo una scenata di gelosia... non preoccuparti!" rispose Kaoru sorridendogli, quasi come se fosse un avvenimento all'ordine del giorno.
"Oh, bhe... capisco..." fece Toshiya, prendendo un sorso dalla sua lattina.
"Ah, Totchi... giusto te... ce l'hai una sigaretta?" intervenne allora Die, abbandonando momentaneamente i propri rancori e cercando di cambiare discorso.
"Sì, nella custodia..."
"Arigatou!" disse Die, e si diresse subito verso l'angolino in cui Toshiya aveva posato il suo prezioso strumento.
"Die, sei davvero ammirevole quando si tratta di cambiare discorso all'improvviso..." ridacchiò Kaoru, visibilmente schierato dalla parte di Shinya.
"Che ci vuoi fare? Dopotutto anche io per queste cose ho una sensibilità da elefante...".
Detto questo, prese la sigaretta tanto agognata e si allontanò dalla stanza, in cerca di un posto dove fumare in tutta tranquillita.

***

Si lasciò trascinare per quei pochi minuti da quelle note angoscianti e da quelle improprie emozioni, cercando di non evitare il senso di turbamento che queste gli procuravano, lasciandosi cullare a pieno da esse.
Terminata la musica, Kyo splancò lentamente gli occhi, perchè in tal modo credeva di doverli riabituare alla scura luce della realtà che lo circondava e, prendendo la penna tra le dita, iniziò a sporcare di inchiostro quel foglio bianco che si stendeva innanzi a lui con arroganza e presunzione.

Dalla finestra, il ciliegio non cambia mai
si agita, si agita, si agita, si agita e danza nel vento...

La mia mente si farà più debole ancora oggi

chi sei tu? Non ricordo niente...
Tieni la mia mano con molta forza,
delle lacrime sono state versate su questa mano che stai stringendo

I tuoi occhi che non smettono di piangere mi hanno detto qualcosa...
Per qualche ragione il tuo profumo mi rende così nostalgico...
In questa stanza, da solo, perderò certamente la vita,
un fiore che nessuno può trovare...

I fiori che si agitano rapidi sventolano al vento,
e il vento soffia nella mia bianca camera per pazienti

Quando il dolore riempiva i miei giorni,
tu abbracciavi il mio magro e brutto corpo
Finalmente ricordo la persona più importante...
Domani diverrò cenere e ritornerò alla polvere
Il ciliegio che vedo dalla mia finestra... voglio dormire sotto quel ciliegio...
Mi avvolgi caldamente con le tue braccia...
Nella stanza numero * sono lentamente condotto via
come se non potessi dimenticarti...

Da allora fluttuo nel vento insieme al ciliegio, ricordandoti...

Fluttuo e fluttuo e
fluttuo e fluttuo e...

In men che non si dica il foglio bianco fu riempito di kanjii e di cancellature varie e solo quando si rese conto di aver terminato Kyo lasciò cadere la penna sulla scrivania e, chiudendo gli occhi, immaginò nuovamente la scena di prima, aggiungendovi altri particolari, alternandone alcuni fotogrammi alla dolce visione di un ciliegio in fiore.
Rimase a sognare per alcuni istanti, poi, ridestatosi, scrisse sul foglio l'ennesima riga, quella che avrebbe racchiuso il titolo della canzone:

... Goushitsu, Hakushi no Sakura

A quel punto si alzò e si diresse verso il telefono, soddisfatto del proprio lavoro.

***

"Mh, mi sa che Dai-chan se l'è presa..." sussurrò Toshiya, dopo aver gettato nel cestino la sua lattina vuota.
Kaoru annuì, tirando un'occhiata furtiva a Shinya, che dopo la fuga di Die si era rintanato vicino alla finestra a guardare la pioggia cadere.
"Eh, sì... mi sa proprio..." ripetè Toshiya, cercando di far smuovere Shinya, invano.
"Dai, Totchi, lascialo stare... conoscendolo, si starà già colpevolizzando abbastanza da solo..."
"Mh..."
D'un tratto lo squillo di un telefono squarciò il silenzio che dimorava nella stanza e Kaoru si alzò laconicamente per andarvi a rispondere.
"Pronto?"
"..."
"Ah, sei tu Kyo... allora?"
"..."
"Cosa? Hai già finito?! Caspita, sei stato un fulmine!"
"..."
"Come sarebbe ti sei incastrato sul titolo?!"
"..."
"Devo dirti un numero? Uno qualsiasi?"
"..."
"Ma a che ti serve?
"..."
"Mah, va bhe... facciamo 304..."
"..."

***

Kyo, riprese la penna tra le mani e aggiunse qualcosa affianco a ciò che aveva scritto precedentemente.

304 Goushitsu, Hakushi no Sakura

***

"Pronto, Kyo? Kyo! Sei ancora in linea? Yu-huuu! Bah! Che tipo... mi ha riattaccato!

FINE

 

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