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Il Re è morto
by Blueberry
   
“Nella mia stanza c’è un quadro molto bello.
Raffigura il regno in cui vivo, è così terribilmente diverso da come è adesso… Il cielo è azzurro e non c’è nessuna ciminiera a profanarlo, il sole non è coperto dal fumo e se si chiudono gli occhi si può immaginare che gli uccelli cantino.

Non ricordo quando è iniziata questa putrefazione... questo incubo...
In quale momento i nobili abbiano iniziato ad ingrassare come maiali o quando i poveri sono diventati cadaveri che camminano...

Agli angoli delle strade le puttane si litigano i clienti e le piccole squadre dei teppisti vengono additati come assassini…

I figli bramano di uccidere i padri e le madri preferiscono morire con le pancie gonfie che veder nascere i propri frutti per soffrire.

L’Apocalisse deve essere molto simile a tutto ciò”



Il re è morto



Oggi Die verrà a prendermi prima, lui e Kaoru hanno deciso di anticipare il piano e dobbiamo mettere a punto alcuni dettagli.
Mi guardo allo specchio, ho deciso di legarmi i capelli per far prender aria al collo e per renderlo più invitante. Porto un lungo abito scuro che sicuramente gli darà fastidio, visto che non sopporta di vedermi con colori tanto cupi addosso.
Per truccarmi mi sono basato unicamente sul contorno labbra, voglio che gli ricordino le stesse che aveva visto tempo fa, quelle spaccate in due dello Shinya impaurito che cercava di nascondersi in un angolo della strada.

Lo stesso ragazzino che tornò a prendere credendolo una donna.
Ricordo con piacere la sua faccia stupita appena capì che ero un uomo, si era appena dichiarato ed io come uno sciocco mi ero lasciato spogliare.

Il suono del campanello mi raggiunge ansioso, deve essere lui.

“Sei in ritardo” gli rinfaccio facendolo accomodare.
“Sono in largo anticipo invece” la sua voce calma mi riempie le orecchie come l’aria i polmoni.

Non mi da il tempo di rispondere, chiude la porta dietro di sè e mi spinge verso il muro.
Mi guarda sorridente prima di baciarmi.
Il bacio sa di sigarette, che fuma in continuazione, e di alcol che beve come se fosse acqua.
Odio sia l’uno che l’altro eppure le labbra di Die sono sempre invitanti, le bramo più di ogni altra cosa.
Sento il mio corpo che freme sotto le sue carezze, scaldarsi al tocco delle sue labbra sul collo.
“Die, Kaoru ci sta aspettando sai?” cerco di fargli tornare la ragione anche se è difficile anche per me.
Lui non mi ascolta e mi infila la lingua in bocca giocando amorevolmente con la mia.
“Abbiamo tempo Shin-chan, Kaoru è con il cliente e non vorrai disturbarli vero?”
Sospiro;
“Se lo è portato a letto vero?”
“Cosa vuoi farci?” mi osserva sospettoso con i suoi occhi alla <sono geloso> “So che non è il suo modo di lavorare ma...”
“Però è strano...” dico io divagando
“Sono i patti, solitamente non conosciamo nemmeno l’identità del cliente stavolta Kaoru ha voluto fare diversamente”
dal tono della voce si capisce che è arrabbiato, sono tre settimane che non ci vediamo ed ora sto parlando di lavoro.
“Die?”
“Che vuoi?”
“Se sapevi che saremmo potuti arrivare tardi, perché non mi hai avvertito? Ti avrei aspettato sdraiato sul letto, nudo, con le lenzuola per terra...” lo sto provocando, mi rendo conto del mio errore, eppure non posso farne a meno, lo amo e lo desidero.
“Se ti avessi trovato sul letto tutto pronto Shin-chan...” mi afferra per i fianchi e mi tira a se, “Non mi sarei divertito a spogliarti no?”
“Ma se non riesci a farlo... Ti piacciono le cose complicate, sei mica masochista?”
“Naaa, l’unica cosa che mi piace veramente sei tu.”

Mi faccio trasportare, mi piace sentire le mani calde di Die che mi spogliano.
In un lampo io miei vestiti sono per terra, affianco a me.
Poco più tardi li raggiungono i suoi, almeno non si sentiranno soli.
Mi bacia percorrendo dapprima tutto il corpo, poi castamente sulle labbra mentre le sue dita mi sfregano leggermente il sesso per poi preparare il mio fondoschiena a qualcosa di più piacevole.
Gemo sempre più forte e dolcemente.
Una sinfonia fatta di urla e gioia, dal piacere che nasconde il dolore e dal sentirsi finalmente completi.


“Die non fumare mi dai fastidio” gli dico mentre ci rechiamo insieme da Kaoru.
“Non ho preso la macchina apposta” ribatte lui con tono calmo.
“Appunto, oltre che mi costringe ad andare a piedi mi sbatti anche in faccia il tuo fumo”
“Sei capriccioso”
Gli faccio la linguaccia come i bambini, in realtà mi fa piacere camminare, mano nella mano, come una coppia felice e senza problemi.
“Eppure prima eri così dolce e gentile” dice rassegnato mentre si accinge a spegnere la sigaretta nel porta cicche.
“Appunto, prima era prima, ora è ora”
“Ti fai contagiare troppo da Kaoru”
“Dici?”
“Dico dico”
Siamo appena arrivati da Kaoru, e in quel preciso istante vedo il nostro attuale cliente che esce da casa sua, porta un lungo mantello nero per non farsi riconoscere, ma ormai noi l’abbiamo visto così tante volte da rintracciarlo tra mille.
Quando entriamo Kaoru è in piedi con addosso un asciugamano, fissa qualcosa dalla finestra mentre fuma una sigaretta.
Essendo una philips morris deduco che non è la sua.
“Capo siamo qui!” dice Die cercando di nascondere l’imbarazzo, per cosa si imbarazza poi...
"Stasera..." non si volta nemmeno per guardarci, la sua voce è l'unica a raggiungerci.
"...Abbiamo anticipato tutto per questa sera, non ci sono stati molti cambiamenti dal piano di base, vi voglio nelle postazioni alle dieci in punto."
"Ok" dico io.
"E Die" finalmente il nostro capo si volta, gli occhi gli brillano come i miei quando Die mi saluta con un bacio prima di "partire" per una missione. "Sarai tu a sparare" continua con un fil di voce.
"Come?" dice il mio amore stupito.
Lo fisso strano anche io, solitamente nei lavori di gruppo è lui a concludere guidando l'intera scena. Un attore mancato in pratica, peccato sia in realtà un leader nato che non sopporti gli errori.
"Hai sentito, io non posso farlo, non più"
"Ti sei mica innamorato? Kaokao sai che le pene d'amore rendono distratti?" gli risponde Die sarcastico.
"Siamo killer" ci guarda con acidità, la stessa che poi si trasforma in una dolce tristezza, "La parola amore non esiste nel nostro vocabolario, a parte per quelle piccole eccezioni che confermano la regola" sorride magnanimo, sembra un padre che benedice i suoi figli, sarebbe il momento di chiedere un aumento...
"Lo so lo so," dice ancora Die "Ma devi capirmi, Shinya è Shinya e..."
"Tu sei il più idoneo" dice lui interrompendolo.
"Ok, ci vediamo stasera..."
E' stata una riunione breve, certo non mi aspettavo un ribaltamento di ruoli, ma l'ho sopportata.
"Shin-chan, te ne sei accorto?"
"Di cosa?"
Mi abbraccia soffocandomi sul suo petto.
"Il nostro capo pazzo è proprio cotto..."
"Quello lo sapevamo tutti, dal primo giorno in cui ci ha presentato il cliente"
"Shin..."
"Uh?"
"Ti amo"
E' preoccupato il mio tesoro, lo posso capire, se gli accadesse qualcosa morirei...

Sono arrivato alla mia postazione qualche secondo prima, vedo il nostro cliente entrare nel pub con una scia di guardie del corpo dietro.
Entro poco dopo, Kaoru è già al suo posto e Die arriverà tra poco.
Mi avvicino al capo, è in piedi al bancone del bar abilmente travestito.
Se non lo conoscessi direi che è un barman perfetto...

Aspetto il segnale con impazienza, non vedo l'ora che tutto sia finito, voglio andare a casa e dormire abbracciato a Die.
Anche se non lo vedo so che è entrato, ne sento la presenza e se non ci fosse la musica ne sentirei il rumore dei passi.
Mi avvio verso i bagni appena ricevo il segnale, passando davanti alla nostra vittima.
Con lui ci sono vari omosessuali che si strusciano tra loro e su di lui una testa azzurra fa le fusa come un gatto in calore.
Vorrei storcere la bocca, ma non posso permettermi di far trapelare alcuna emozione.
Mi accorgo solo ora degli occhi della nostra vittima, sono pieni di tristezza e disprezzo. Ha lo sguardo cupo il nostro re che morirà stanotte.

Finito il mio lavoro torno a sedermi al bar, Kaoru sta guardando il nostro cliente con occhi languidi e desiderosi;
Riprende la sua vera forma per qualche secondo, proprio mentre il cliente lo guarda.
Questi gli sorride, un sorriso impercettibile; so bene che vorrebbero stringersi anche perchè dopo questa sera non si vedranno più...
Un modo originale per dire addio...

Die si muove lento, oppure sono io che vedo tutto a rallentatore. Ora è davanti alla vittima, magnifico nella sua serietà, chissà perchè con me fa sempre lo stupido...
Sento gli omosessuali intorno alla vittima urlare spaventati, ma Die non si muove, spara deciso due colpi, osserva dagli occhiali scuri il corpo della vittima accasciarsi e poi spara al ragazzo dai capelli azzurri.
Il cliente si volta una ultima volta verso Kaoru prima di andarsene.
Percepisco la tristezza di Kao, ma non piangerà, almeno non qui...

Siamo fuori, sento il vento freddo sbattermi in faccia la sua folle brezza.
"Die" la mia voce è quasi un sussurro.
"Dimmi Shin-chan" mi prende la mano, abbiamo parcheggiato lontano e dovremo camminare un poco, è il momento giusto per essere curiosi.
"Che motivo avrebbe un uomo per organizzare la propria morte?"
"Non lo so, Kyo Niimura sapeva di aver ridotto il nostro regno al nulla, forse si voleva vendicare..."
"E che significato avrebbe vendicarsi di se stessi?"
"Non saprei. Noi non ce ne siamo mai accorti, ma probabilmente il nostro re amava il regno più di quanto pensassimo e quando si è accorto di essere la causa della sofferenza del popolo ha deciso di distruggere il male, di distruggere se stesso in pratica"
"Kaoru soffrirà?"
"Probabile, il nostro cliente gli piaceva"
"Cliente e vittima nello stesso istante, sembra una storia inventata vero? Una beffa plautina..." dico sospirando, se fossimo nati in un'altro mondo forse...
"Già, chi è Plauto?"
"Die!!! Possibile che non mi ascolti mai?" lo bacio dolcemente, poi mi appoggio alla sua spalla,
"Die Kaoru voleva piangere..."
"Di," mi risponde lui alzandomi il viso "Non è che uno di questi giorni mi scarichi per Kaoru? Certo è un bell'uomo ma non può competere con il sottoscritto e poi ha la pelle secca, le spalle larghe, un pessimo carattere e..."
Gli poggio un dito sulle labbra, sorrido,
"Die io amo te e questo non cambierà mai, hai capito?"
Mi sorride, è così dolce che me lo mangerei inzuppandolo con il latte.
"Shinya, senti, le campane stanno suonando..."
Faccio segno di si con la testa, senti lo stesso suono quando avevo diciassette anni.
"Annunciano che il nostro re è morto" continua come se non lo sapessi.
Saliamo nella macchina e torniamo a casa mia.
Nonostante tutto non posso far a meno di pensare per qualche secondo a Kaoru, starà fumando poggiato sulla finestra in attesa di vedere un cappuccio nero sbucare dal buio.
Anche io ero così quando ancora non stavo con Die, lo aspettavo fremendo come un cucciolo per le coccole della madre.
Lo osservo adesso, mentre mi stringe e mi scalda con i baci leggeri... se morisse impazzirei...
Non rinuncerò mai a tutto questo, non gli permetterò mai di morire.
"Shinya..."
"Dimmi"
"A cosa stai pensando?"
"A te"
"Allora smetti di pensare perchè io sono qui e non me ne andrò prima di averti riempito di me"

E' mattina, le campane stanno ancora suonando.
Non è lo stesso suono triste di ieri sera, è gioioso e pieno di un fascino nuovo.
Mi affaccio dalla finestra per vedere.
Bagnato dai primi raggi di luce il nostro regno sta rinascendo.
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