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Passione di fuoco
by Erica
   
Dedicated a una certa Marti, una puccettina insuperabile. Anche se in ritardo, questo sarebbe il mio regalo di Natale, tanto desiderato che non ho potuto fare a meno di accogliere la richiesta. Spero che venga apprezzato lo sforzo se non altro, dato che non lo ritengo uno dei miei maggiori capolavori. Ci ho messo l’anima. Spero sia valso a qualcosa.

PASSIONE DI FUOCO

Un concerto memorabile, un successo nazionale. Migliaia di ragazzi e ragazze urlanti erano impazziti davanti alle imprese dei loro idoli. Cinque ragazzi pieni di energia, di rabbia, di passione si erano esibiti quella sera ma senza sentire la stanchezza, non dopo una notte simile. L’adrenalina scorreva a fiumi nelle loro vene, come ogni volta dopo un live si sentivano un po’ padroni del mondo. Erano ragazzi, erano giovani e avevano il futuro ai loro piedi. Sapevano che l’eccitazione sarebbe durata ancora solo qualche ora ma proprio per questo cercavano di assaporare quanto più possibile quella spensieratezza. Tornavano alla spicciolata. Kyo si faceva portare in un club dove avrebbe concluso la serata con una sbronza memorabile. Toshiya aveva ripreso a tormentare Shinya mentre Kaoru e Die si apprestavano a tornare a casa quanto prima, per litigare su chi avrebbe usufruito per primo di un bel bagno ristoratore. Questi ultimi lasciarono presto indietro gli altri. Nonostante i bei momenti passati con gli altri membri del gruppo a volte apprezzavano particolarmente la reciproca compagnia, soprattutto in momenti di serenità come quelli, quando la tensione di tutti i giorni avrebbe potuto rovinare i delicati giochi di equilibrio necessari a tenere in piedi una band. Non scorrevano tra di loro parole superflue, complimenti insinceri, non ce n’era bisogno. Conoscevano i reciproci pregi e difetti e, anche se a volte con difficoltà, apprezzavano gli uni e gli altri. La loro amicizia era stata ampiamente messa a prova da ciò che avevano passato negli anni che erano trascorsi. Era un’intesa la cui perfezione era messa in evidenza in momenti come quello, quando non era richiesta nulla se non la presenza e il calore dell’altro. Salivano le scale abbracciati fraternamente, forse, un po’ stanchi e ammaccati ma soddisfatti. Entrarono nell’appartamento che dividevano insieme agli altri tre ragazzi. Non senza un pizzico di esibizionismo Die si tolse la maglietta non appena dentro, stirando la schiena e lasciando in bella vista i muscoli guizzanti della schiena. Kaoru non diede segno di turbamento a un simile gesto e procedette a spogliarsi dei propri vestiti dirigendosi nel frattempo verso il bagno da sogno di cui si erano dotati. Ma l’altro chitarrista, cominciando un gioco pericoloso, lo rincorse superandolo e fiondandosi nell’ampia stanza. Credendo di aver vinto momentaneamente non si accorse di Kaoru che allungava una mano per sottoporlo ad una atroce tortura: il solletico. Tentò dapprima di resistere e non cedere la postazione raggiunta, ma dopo pochi secondo non fu più in grado di resistere e si risolse così a rispondere al fuoco con il fuoco. Cominciarono così una lotta fatta di solletico, muscoli e corpi accaldati.
‘Non l’avrai vinta.’ Sussurrava Die affaticato in un attimo di pausa.
‘Ah sì? Allora vediamo se sopravvivi a questo…’ e ricominciarono da capo a lottare per il possesso di una doccia calda.
Si fermarono solo dieci minuti più tardi, sfiancati per la stanchezza accumulata e per il gioco protratto tanto a lungo.
‘Facciamo una cosa. Io voglio il bagno e tu anche. Risolviamo il problema e facciamo la doccia assieme.’
Kaoru spalancò i begli occhi castani alla proposta tentando di soffocare il calore che sentiva salire al viso.
‘S-scherzi?’ riprendendo un po’ di spirito aggiunse: ‘No è molto più semplice di quanto tu pensi: io resto in bagno a lavarmi e tu esci.’ Sorrise. Si trovò leggermente spiazzato dalla reazione di Die che per tutta risposta gli saltò di nuovo addosso nel tentativo di raggiungere un punto sensibile al solletico. Fece per rispondere ma dopo pochi attimi si fermarono entrambi a corto di fiato. Quando Kaoru realizzò la posizione in cui si trovavano restò un attimo immobile per l’imbarazzo. Si trovava esattamente a carponi sopra Die con le mani strette sui suoi polsi, alti sopra la testa. Il viso di Die era libero dai capelli e le guance leggermente arrossate per lo sforzo. Un sorriso malizioso aleggiava sulle labbra del chitarrista, mentre Kaoru velocemente si ritraeva e cercava di riprendersi dal turbamento che lo aveva travolto.
‘Non ti facevo così intraprendente.’ Scherzò prontamente l’amico.
Punto sul vivo deciso che non gli avrebbe lasciato credere di essersi sentito in imbarazzo. Perché doveva esserci tensione tra loro, del resto?
‘Coraggio, apri l’acqua’ gli disse e voltandosi cominciò a spogliarsi dei pochi vestiti rimasti. Non si accorse quindi dello sguardo attento che studiava ogni curva e ogni muscolo del suo corpo. Die aveva sempre ammirato la bellezza glaciale e riservata dell’amico. Non aveva mai pensato di poter provare attrazione per lui quando erano più giovani, entrambi all’inizio delle loro carriere. Ma più il tempo passava e il loro rapporto si consolidava, più il desiderio di abbracciare sensualmente Kaoru si faceva forte. Che fosse l’occasione giusta?
Entrarono in silenzio nell’ampio box doccia, studiandosi a vicenda con la coda dell’occhio. Per sdrammatizzare Die si lasciò andare a una battuta che provocò le risa sollevate di entrambi: ‘Prova a toccarmi il culo e non rispondo di me!’ e forse non era del tutto uno scherzo.
Cominciarono a insaponarsi tranquillamente. Kaoru stette immobile ad occhi chiusi sotto il getto dell’acqua alcuni momenti, godendo dell’effetto rilassante dello scorrere del liquido cristallino e offrendo a Die ancora una volta uno spettacolo da sogno. Le braccia alte a massaggiare il collo, gli addominali contratti, le gambe tese, era una vera e propria visione che non lasciava indifferente il chitarrista fulvo. Sentendo il proprio corpo rispondere alla vista del corpo virile si affrettò a voltarsi e a fingere indifferenza insaponandosi distrattamente.
Vedendolo voltato Kaoru si chiese se tutto andasse bene. ‘Tutto a posto Die?’ Ricevette come risposta un cenno della testa alquanto vago. Riprendendo la pulizia del proprio corpo chiese innocentemente all’amico: ‘Per piacere potresti sfregarmi la schiena? Vedi i vantaggi di far la doccia in due!’ Ma nemmeno a questa battuta notò una reazione.
Sussultò al contatto delle dita dell’altro e del bagnoschiuma freddo sulla pelle riscaldata. La mano di Die era morbida e calda, i polpastrelli che sfioravano la sua pelle provocavano brividi che lo scuotevano impercettibilmente. Si lasciò andare ad occhi chiusi quando l’amico cominciò a massaggiargli il collo e le spalle con tocco sapiente. Il profumo di cioccolato del bagnoschiuma, il calore e il contatto con la pelle dell’altro gli facevano girare leggermente la testa. Non poteva vedere l’espressione di intenso desiderio dipinta sul viso del compagno poiché era girato, ma diventava per Die ogni momento più difficile trattenersi dal baciare la pelle delicata tra il collo e la spalla. Il profumo che il corpo di Kaoru emanava era inebriante e lui moriva dal desiderio di ubriacarsi bevendo dalla sua bocca. Si costrinse perciò a staccarsi temendo di non resistere oltre.
Risvegliandosi bruscamente da un momento di piacevolissimo relax Kaoru si voltò per vedere cosa aveva distolto Die da una tanto apprezzata attività. Lo vide ancora una volta voltato verso il vetro della doccia e si chiese se sul serio qualcosa non andasse.
Gli si avvicinò posandogli un braccio attorno alle spalle. ‘Hey, Die, tutto ok? Cos’è, senti la stanchezza? Dai, ora te lo faccio io un massaggino! Guarda che conta un sacco per rilassarsi.’
Cominciò a sfiorare le spalle ritrovandosi ancora una volta a notare la morbidezza della sua pelle. Si stupì della domanda che sorgeva spontanea alle sue labbra. Sarebbe stato altrettanto morbida i altri punti del corpo? Soffocò un interrogativo tanto inquietante.
Die stava morendo sotto le carezze di Kaoru. Bruciava dal desiderio di sentirlo in parti diverse del corpo, di lasciare aderire il suo corpo a quello dell’amico… se così poteva definire una persona verso la quale provava sentimenti così unici. Il suo corpo reagiva contro il suo volere e l’altro chitarrista non accennava ad accorgersene o a desistere. Non sapeva come sottrarsi a quel tocco così leggero e sensuale senza rendere noto il proprio turbamento e spezzare il legame di perfetta intesa che tanto faticosamente era stato costruito. Il cuore batteva forte per l’emozione di sentirlo così vicino…solo un passo e si sarebbe ritrovato tra le sue braccia. Credette di impazzire quando sentì Kaoru prendere lo shampoo e cominciare a frizionargli delicatamente la cute. Lo faceva impazzire.
Non resisteva più, la sua eccitazione era ormai più che evidente. Chiuse gli occhi, inspirò profondamente e decise di compiere un gesto che, nel bene o nel male, avrebbe sbloccato la situazione. Afferrò con decisione la mano dell’amico e lentamente, molto lentamente la posò sul proprio petto e la fece scivolare fino a toccare la prova del forte desiderio che provava. Preso da un improvviso coraggio si voltò per affrontare quella che sarebbe stata la reazione dell’amico.
Le guance di Kaoru erano coperte da un soffuso rossore e i begli occhi castani erano spalancati e stupiti. Le labbra rosse erano leggermente socchiuse. Kaoru tentò di dire qualcosa, qualsiasi cosa per sbloccare la situazione, ma la sua bocca si rifiutava di articolare alcun suono. Non poteva credere a quello che stava accadendo. Non sapeva nemmeno come spiegarselo. Era strano toccare Die così intimamente, essergli così vicino, poter sentire il calore che emanava…ma era anche estremamente bello. Era come coronare un’intesa che era stata stupenda ma fino ad allora imperfetta. Si stupiva persino dei pensieri che faceva. Eppure la vista dell’amico in quelle condizioni, i capelli bagnati, lo sguardo cupo dal desiderio, il pensiero che quel desiderio era rivolto a lui lo ubriacava.
Die decise che era il momento di buttarsi, perciò al bando ogni esitazione. Ormai aveva cominciato un gioco pericoloso, nel quale avrebbe rischiato molto, e non poteva più tornare indietro.
Protese il viso lentamente in avanti fino a quando le punte dei loro nasi si toccarono. Poteva sentire il respiro accelerato di Kaoru, la cui mano tremante era appoggiata ora sul suo fianco. Mosso da una forza invisibile posò le sue labbra in un bacio lievissimo su quelle dell’altro chitarrista. Aveva un sapore irresistibile, mille volte più dolce di come l’aveva sempre immaginato. Non notando segni di rifiuto da parte dell’amico, non esitò a sfiorare le sue labbra ancora una volta. Avrebbe voluto non staccarsi mai. Si sentì quasi travolgere dalla gioia quando sentì l’altra mano dell’amico posarsi sulla sua spalla. Con molto lentezza portò i propri corpi sempre più vicini permettendo a Kaoru di abbracciarlo e di percepire l’imponenza del suo desiderio. Fu piacevolmente sorpreso nel sentire il corpo dell’altro reagire al tocco delle sue mani che scivolavano giù per la minuta schiena.
Kaoru ansimò all’incontro delle loro virilità. Fu costretto ad appoggiarsi al vetro dietro di lui perché le gambe cedevano. Lasciò così a Die ampio spazio per protendersi e baciare il petto liscio e delicato. Il ragazzo dai capelli rossi aspirò il dolce profumo emanato da Kaoru e baciò quella tenera parte dove il collo si congiungeva alla spalla e formava una soffice fossetta. Fu felice di avvertire il brivido che scosse l’amico quando con la lingua ne sfiorò il lobo e l’interno dell’orecchio. Le braccia di Kaoru si strinsero più forte a lui in una preghiera di soddisfazione più completa.
Ogni cosa era per lui nuova, una scoperta dei sensi, un ritrovare la propria fisicità in un abbraccio passionale. Ma voleva di più, desiderava essere toccato come aveva potuto toccare l’amico, ma anche molto di più, possedere e essere posseduto. Dividere il letto e la vita, dare e ricevere un pezzettino di cuore. Ansioso di imparare a memoria ogni curva del corpo di Die fece scorrere la mano sul suo petto fino a raggiungere l’addome piatto e scolpito e, esitante, proseguire oltre. Lo vide chiudere gli occhi in preda al piacere. Lentamente, sempre ad occhi serrati, cominciò a oscillare i fianchi ritmicamente, mimando un atto più profondo e intimo al quale Kaoru anelava ogni attimo di più. Poso tremante le labbra su quelle dell’amico per poi sfiorarle delicatamente con la lingua. Il compagno non tardò a intrecciarla alla propria in un caldo combattimento.
Sentendosi sfiorato nell’intimità Koaru mormorò tremante: ‘Di più, Die, di più…’
Il chitarrista quasi svenne a sentire il proprio nome sussurrato con voce così roca. Si sentiva scogliere dentro al pensiero delle reazione che poteva provocare all’angelo che aveva davanti, un angelo sul cui volto era dipinta la lussuria. Lo faceva sentire importante il bisogno che Kaoru aveva di lui. Quell’anima vergine, mai toccata da uomo prima poteva essere sua. Era un dono estremamente prezioso che non aveva nessuna intenzione di rifiutare. Appoggiò le labbra alla mascella dell’amico e cominciò a lasciare una scia di baci che percorse il petto glabro fino a raggiungere l’ombelico e la sottile peluria che portava a un tesoro fatto di sensualità e eccitazione. La rosea lingua fece capolino dalle labbra fino a lambire il lembo di pelle appena soprastante la tesa virilità di Kaoru. Lo sentì trattenere il respiro nell’attesa e esalarlo con violenza al contatto della bocca bollente con il membro eccitato. Lasciò scorrere le labbra per tutta la lunghezza prima di accoglierlo interamente e gustarne l’aroma mascolino. Non poteva credere a quello che stava facendo. Stava dando piacere a Kaoru, al suo migliore amico di sempre, all’uomo che aveva sempre ammirato sopra ogni altro. E questi nello stesso istante stava gemendo di piacere mentre la sua bocca lo sfiorava in modo sfacciato. Eppure non era abbastanza. Sentiva di volergli dare di più, di condurlo fino all’apice della felicità in modo più completo. Voleva possederlo nel più intimo dei modi, sentirlo gridare di piacere invocando il suo nome, disperatamente alla ricerca di un amplesso tra le sue braccia. Lo sentì fremere tra le sue labbra a capì che era il momento. Chiuse l’acqua e dopo averlo avvolto in asciugamano pulito lo condusse, ancora fradicio di doccia, all’immenso lettone bianco che dominava la sua stanza. Lo osservò guardarsi intorno smarrito, nuovo della situazione e sentì il desiderio aumentare ulteriormente. Era così sexy e allo stesso tempo così innocente senza rendersene conto che avrebbe potuto avere il suo cuore su un piedistallo. Gli si avvicinò con grazia felina, ondeggiando leggermente i fianchi. Poteva avvertire il suo sguardo scendere e sfiorare quasi timidamente il suo membro eretto e stillante desiderio. Posò un dito sul suo petto nudo, giocando di seduzione, e lo vide sbattere le palpebre quando, afferrando la propria virilità si dette piacere toccandosi di fronte a lui.
Si stese sul letto, attirando Kaoru a sé in un abbraccio intriso di passione ma anche di tenerezza, quasi timoroso di spezzarlo come una bambolina tanta era la foga. Felicemente stupito lo sentì prendere l’iniziativa e salire a cavalcioni sopra di lui. Si sentì massaggiare sensualmente il petto. Imitando il gioco di prima, Kaoru costellò il petto dell’amante di baci sino a raggiungerne l’intimità e divorandola con lo stesso trattamento appena ricevuto. Nonostante la mancanza di esperienza il desiderio e il sentimento contribuirono a renderla un’esperienza indimenticabile.
Poco prima di raggiungere il piacere massimo Die riprese il controllo della situazione portando Kaoru sotto di lui, le braccia alzate sopra la testa. Gli occhi erano socchiusi e lo guardavano con fiducia in attesa del completamento dell’atto di amore che avevano cominciato.
Deciso a non affrettare nulla per permettere a Kaoru di gustare ogni attimo, il chitarrista con tocco sapiente allargò le gambe del compagno per aver la possibilità di abituare il corpo alla dolce intrusione che sarebbe sopravvenuta a breve. Dopo un primo attimo di tensione entrambi vennero coinvolti a tal punto che Kaoru si trovò ben preso a pregare Die di essere preso e di potersi dare completamente. Cercando di mantenere il controllo per evitare il dolore quanto possibile Die scivolò dentro il corpo dell’amante lentamente. Fu preso da un capogiro quando lo sentì stretto e caldo attorno a sé, ma si riprese immediatamente notandone la rigidità del corpo. Si piegò a guardare in viso l’angelo che gli stava regalando momenti così preziosi e sentì una dolorosa stretta al cuore alla sofferenza dipinta sui suoi lineamenti. Prese a baciargli le guance, gli occhi, il naso e le labbra e ad accarezzargli le spalle dolcemente cercando di rilassarlo. ‘Tranquillo piccolo, andrà tutto bene. Ti prego, fidati di me, abbi fiducia e prometto che farò del mio meglio per amarti.’
In risposta ricevette un sorriso e un cenno di assenso come segno che poteva procedere e cominciò perciò a muoversi dentro di lui. Persero il controllo rapidamente. Aveva qualcosa di speciale il modo in cui i loro corpi si congiungevano, quasi come non fosse solo un amplesso del corpo ma anche dello spirito. Le braccia di Kaoru cingevano con passione il corpo di Die mentre si concedeva senza più inibizione o freno, limiti inutili ormai per un legame come quello che si era formato ora.
Giunsero all’apice del piacere uno dopo l’altro. Rimasero abbracciati a lungo prima di separarsi. Ma fu una separazione breve. Die si staccò dal compagno il tempo di raccogliere il lenzuolo, andato perduto durante l’amplesso, e di distenderlo sui loro corpi accaldati. Fu Kaoru a girarsi verso l’amico-amante e a stringersi nelle sue braccia. Teneva lo sguardo basso sul suo petto, insicuro su cosa pensare ora. Die pose due dita sotto il suo mento e alzo il viso sino a quando i loro sguardi si incontrarono.
‘Ti amo. Credimi, ti prego. Sei tutto ciò di cui ho bisogno.’
Kaoru chiuse gli occhi sorridendo, e dopo essersi raggomitolato contro il corpo dell’amante sussurrò: ‘Anche io ti amo. Grazie per avermelo fatto capire.’

-The End-
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