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| Let Me Stay With You | |||||
| by Georgia | |||||
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Capitolo 3 [Because...] Toshiya correva per la casa cercando invano di mettere ordine. Il cappotto buttato per terra vicino al divano, le custodie dei CD sparpagliate tutt'intorno allo stereo, nella frenetica ricerca dell'album MACABRE...quella stanza era un casino! Come avrebbe potuto renderla presentabile in così poco tempo?? Un'ora prima... Quel maledetto campanello continuava a suonare. Perché non se ne andavano?? Stava così tranquillamente pensando al suicidio prima che quei due venissero a rompere... "Kaoru!! Apri questa fottutissima porta!!" Era la voce di Die. Il campanello continuava a suonare. Questo significava che c'era anche Shinya, dato che Daisuke era completamente occupato a prendere a calci quella che chiamava una "fottutissima porta". La cosa era alquanto divertente, ma lo faceva sentire come un bambino che si rinchiude a chiave in camera dopo aver litigato con i genitori. Non era una sensazione molto bella… Tirò anche lui un calcio alla porta, come per manifestare la sua presenza e aprì bruscamente, facendosi cadere Die addosso. -Che bella situazione..- pensò ironico -per terra con il chitarrista addosso e il batterista che ti fissa furioso..- “Vai a scusarti con Toshiya.” Shinya era in piedi davanti alla porta con le braccia conserte mentre i due si rialzavano. Kaoru fece per chiudere di nuovo la porta non volendo più affrontare l’argomento, ma il piede di Die glielo impedì mettendosi di mezzo. “Ma sei stupido?? Fare queste scenate di gelosia non serve a niente!” Die lo prese per il collo della maglietta, “Se non sai neanche cos’è successo veramente!” La rabbia cominciava a sbollire. Gelosia? Stava facendo una scenata di GELOSIA? Scoppiò a ridere. Chissà come sembrava ridicolo! Questa reazione indispettì il già furioso chitarrista, che gli stava per tirare un pugno quando Shinya gli mise una mano sulla spalla. “Bene…cos’è successo allora?” Kaoru cercò di suonare il più ironico possibile. –lo voglio proprio, quel pugno…- Cominciava a realizzare che la sua reazione era stata esagerata. Maledizione… “Come sai, io e Die stiamo insieme…” Cominciò Shinya imbarazzato, “Questa mattina abbiamo litigato..e stavamo per lasciarci. Se non fosse stato per Toshiya..” “Vedo…” ghignò Kaoru. Adesso era Shinya che lo voleva picchiare, trattenuto da Die. “Ma non lo capisci?? Totchi mi stava solo...consolando! BAKA!! L’unico a cui pensa sei tu! COME PENSI CHE STIA LUI ADESSO??” * * * Toshiya fece un respiro profondo prima di aprire la porta. Non credeva di avere il coraggio per affrontare quello che lo aspettava dall’altra parte. Finalmente si decise. La sua mano tremante sentì come una scossa toccando la fredda maniglia… La porta si apriva lentamente. Fuori della finestra lo scroscio della pioggia si era fatto più forte, riempiendo la stanza e facendo tremare i vetri delle finestre socchiuse. Le tende si sollevavano appena sotto gli spifferi. “Ciao..” Kaoru sorrise imbarazzato. Aveva il fiatone… “Ciao..!” Restarono un attimo a fissarsi negli occhi, per poi distogliere tristemente lo sguardo. Com’era difficile… “Posso…posso entrare?” “Oh! Si! Scusa!” * * * Era troppo teso. Troppo. Stare da soli in quel salotto era terribile. Eppure in passato gli era stato così familiare… Toshiya tornò dalla cucina con due tazze di caffè. “Totchi…è un po’ che volevo chiedertelo… ma tu in casa porti le scarpe??” Il bassista si fermò e abbassò lo sguardo a suoi piedi. Entrambi scoppiarono a ridere mentre Totchi si buttava sul divano e porgeva la tazza all’amico. La tensione si era spezzata di colpo. “Togliermi le scarpe era l’ultimo dei miei pensieri quando sono arrivato a casa..” Rispose ironicamente. Kaoru si fece serio. Aveva ragione Shinya. Era stato davvero uno stupido. “Scusami.” “Na..nani?” “Scusa per oggi. Ho reagito troppo in fretta…senza considerare la situazione. Mi dispiace davvero tanto..!” Con questo si alzò e fece un inchino, degno di un maestro di Karate. Toshiya stava per piangere. Ricacciando le lacrime indietro si chiese se fossero di gioia..o di tristezza? “Non…non so che dire….mi ha fatto male..” La voce gli tremava, sentì le lacrime scendergli lungo le guance. Kaoru sentiva la colpevolezza soffocarlo. Cosa aveva fatto… Non resistette alla dolcezza di Totchi che piangeva. Lo abbracciò, avvolgendo le braccia attorno alle sue spalle. “Totchi…non piangere..ti prego. Ti amo.” * * * Con la testa appoggiata al suo petto, Toshiya riusciva a sentire il cuore di Kaoru battere. Forte quanto il suo. Mentre le parole che aveva aspettato per una vita uscivano dalla bocca della persona che amava. Sì, lo amava. Strinse le braccia attorno alla vita dell’uomo, pretendendo di smettere di piangere..e di calmare il respiro. Sentì la presa di Kaoru allentarsi, e un braccio lasciare la sua schiena, per accarezzargli la guancia. Toshiya chiuse gli occhi ancora umidi, sperando. Pregando tutti gli dei che conosceva affinché quel momento non finisse mai. Un attimo di esitazione e le labbra di Kaoru si mossero dolcemente sulle sue. Era nato per questo momento. Non desiderava altro. Il calore dell’abbraccio di Kaoru e le loro bocche socchiuse, mentre fuori la pioggia lavava via tutto quello che era stato. Tutto cominciava in quel momento. [Fine] |
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