| . | |||||
| . | |||||
|
|
|||||
| .. | |||||
| . | |||||
| Feel Like Dying | |||||
| by Georgia | |||||
|
Part 2 “Tetsu?” “Uh?” Hyde sorrise nervosamente, accennando un passo all’indietro. “Cosa c’è..? Perché mi guardi così?” Tetsu avrebbe voluto lanciare un urlo, arrossire fino alla punta delle orecchie e correre via in preda al panico. Come se fosse stato lui quello nudo. Non si era mai sentito tanto imbarazzato in vita sua. Si girò di scatto, impacciatamente, cercando di mantenere il controllo e di comportarsi normalmente. “Ti stavo solo... portando degli asciugamani! Ma vedo che te la sei cavata, quindi se non hai bisogno di niente io…” Tetsu fece per andarsene con espressione colpevole. “Grazie, mi sono ricordato dov’erano dall’ultima volta che sono rimasto a dormire…” Hyde camminò con naturalezza verso Tetsu nell’antibagno, sfregandosi i capelli con un asciugamano. “Come? Quando hai dormito qui?” Hyde si fermò davanti a lui, con le mani ancora strette al tessuto sulla sua testa, e lo guardò in faccia con espressione seria. “Dopo la tua festa di compleanno, davvero non ricordi?” Tetsu negò con un veloce cenno del capo. “È strano… ho traslocato qui da poco…” Perché non potevano parlarne in un momento meno imbarazzante?! Hyde sospirò e si diresse verso l’altro lato della stanza, dove giacevano i vestiti perfettamente piegati che Tetsu gli aveva prestato per la notte. Una t-shirt nera, troppo grande per lui, e dei pantaloncini rossi. Cominciò a indossarli lentamente, nel silenzio rotto solo dal frusciare dei vestiti. “Tetsu, io ti piaccio?” Nel tempo in cui Tetsu si voltò verso di lui, con il sudore freddo che gli si formava sulle tempie e gli occhi spalancati, Hyde si era vestito e aveva cominciato a ridere, fissandolo maliziosamente. Il suo cuore intanto sembrava voler vincere una sorta di gran premio. Boccheggiò per un istante. Perché così, tutto d’un tratto..? “Bè, sai… mi guardavi in un modo… e pensavo mi saresti saltato addosso da un momento all’altro… Sei un maniaco, Tetchan!” Hyde ridacchiò. Le ginocchia di Tetsu cedettero per un istante. “STUPIDO!” Ringhiò, e si affrettò a uscire dal bagno sbattendo la porta. Dall’altro lato, Hyde rideva ancora più forte. Il suo cuore non riusciva a smettere di battere così in fretta. Si appoggiò alla porta sospirando. “Tetsu! Lo so che sei la fuori!!” “Non dovevi saltarmi addosso!? Non hai le palle!” Quella voce gli arrivava direttamente al cervello, senza che lui volesse. Non doveva ascoltarlo… “Ehi, Tecchan! Che ci fa del lubrificante nel tuo armadietto delle medicine??” Aspetta… chi era Hyde per prenderlo in giro così? Spalancò la porta di legno bianco e si fiondò dentro. La faccia di Hyde era in parte sorpresa, e in parte spaventata. Come un bambino che è appena stato graffiato dal gatto torturato fino a poco prima. Senza rendersene conto. Tetsu lo prese per i polsi e lo spinse contro il lavandino, incastrando una gamba tra le sue per immobilizzarlo. La spazzola di plastica che Hyde aveva in mano cadde sul pavimento piastrellato e si ruppe in due, gli occhi ora spaventati di Hyde la seguirono per un attimo, mentre il rapido rumore feriva le loro orecchie. “Cosa diavolo c’è che non va in te, Haido?!” Alzò la voce, scuotendolo leggermente. Hyde abbassò lentamente lo sguardo. I capelli castani andarono a coprirgli il viso. Tetsu aggrottò le sopracciglia, perplesso. Improvvisamente, la testa di Hyde si alzò, il suo intero corpo si spinse in avanti, le loro labbra si toccarono. Labbra così tiepide e morbide. Lo baciavano, lo baciavano ancora. Tetsu stava lì in piedi, immobile, incerto se rispondere o no. Le sue mani stringevano ancora i polsi del ragazzo. Il suo cuore aveva ormai smesso di battere. Sentì la lingua di Hyde scivolare lungo il suo labbro inferiore. Umida e calda, bagnò la sua bocca. Avrebbe voluto leccarla come fosse miele. Era a un passo dal perdere il controllo. Socchiudere le labbra. Accogliere tutta quella dolcezza. Ma… com’era possibile? Stava accadendo davvero? Non era possibile che Hyde lo volesse davvero. Hyde aveva Sakura. Era stato rifiutato da lui, tradito, anni prima. Si tirò indietro con riluttanza, e gli occhi tristi, feriti di Hyde cercarono di nascondersi di nuovo a lui. Sembrava così piccolo e fragile. “Haido… Cosa c’è?” “…” “Hai litigato con Sakura?” “…” “Rispondimi… Hyde, su…” “…” “HYDE!” Lo scosse di nuovo per i polsi, un po’ più violentemente. Hyde serrò gli occhi e si strinse nelle spalle. “Tetsu…” Un mormorio, appena. “Tetsu… abbracciami..?” “Haido, spiegami cosa...” “Abbracciami!!” Le braccia di Hyde si liberarono velocemente dalla presa sui suoi polsi, e si legarono con forza intorno alla vita di Tetsu. Affondando la faccia nella sua camicia bianca, sul suo petto. Tetsu non potè fare altro che sospirare e ricambiare l’abbraccio; sentiva la sua pelle inumidirsi, sotto gli occhi di Hyde. Stava piangendo. In silenzio. … Hyde percepì il calore delle coperte. La stanza era troppo calda, ma il letto era troppo comodo per alzarsi e aprire la finestra. Si girò pigramente sul fianco, calciando via le coperte che lo facevano sudare, un attimo prima di uscire dal dormiveglia. Si sedette. Il sonno lo aveva abbandonato, doveva anche andare in bagno. Qualche minuto dopo, appena mise piede nella stanza piastrellata di bianco, il suo orgoglio gli gridò praticamente contro. Com’era possibile che si fosse lasciato andare così? Dov’erano andati a finire i bei progetti di “non far sospettare niente a nessuno”? Pensandoci, una buona giustificazione ce l’aveva. Non era colpa sua se Tetchan è così dolce. Al posto suo, Hyde avrebbe perso la pazienza… E Sakura, che avrebbe fatto, al posto di Tetchan? Tetsu aveva semplicemente aspettato che si calmasse, in silenzio. Poi gli aveva sorriso. Con il suo solito sorriso da Tetchan, più dolce dello zucchero stesso. Lo aveva accompagnato nella sua camera, e aveva spento la luce uscendo. Sorrise tristemente. Tetsu era il suo tipo ideale. A pensarci bene, era il tipo ideale di chiunque… Lo aveva sempre pensato. Anche dopo aver fatto le sue scelte. Si poteva dire che… Sakura lo aveva bruciato sul tempo? Sakura e Tetsu erano così diversi… entrambi lo avevano attratto all’istante, trascinandolo nell’eterna indecisione, molto tempo prima. Una sera uno lo invitava a uscire, e lui si sentiva super innamorato. Un giorno l’altro lo accompagnava a fare shopping, e Hyde cadeva dalle nuvole per lui. Quando vivevano ancora tutti insieme, cercava di stendere il suo futon il più vicino possibile a quello del batterista. Quando però si trovava da solo a comporre con Tetsu, non poteva fare a meno di guardarlo incantato. Con la chitarra in mano, i lunghi capelli rossi legati… Poi, un giorno, il loro appartamento era vuoto. Sakura era entrato, dicendo che Ken avrebbe passato la notte fuori. Lo aveva baciato. Subito dopo, erano a letto insieme. Che cosa bizzarra, il corso degli eventi. Ma tutto questo era successo tre anni prima. Ora, invece, si ritrovava sulla porta del bagno, nell’appartamento di Tetsu. Osservando la strada di parquet chiaro del corridoio immerso nel buio, che conduceva alla porta socchiusa della camera in cui non sarebbe più dovuto entrare. Quella stanza gli urlava di violarla. Come la porta del paradiso. Chissà in che posizione dormiva Tetsu… Forse sdraiato sulla pancia. Hyde si ricordava di una volta in cui, durante una tappa dell’Heavenly tour, lui, Ken e Sakura erano riusciti a scassinare la porta della camera d’albergo di Tetsu e si erano infilati nel suo letto, portandosi dietro una bambola gonfiabile, palloncini e bottiglie di sake vuote. La mattina dopo il povero Tetchan non ci aveva capito più niente, ritrovandosi a letto con degli uomini e reduce di un festino inesistente. Quello si che era stato divertente! Era saltato in piedi e li aveva sbattuti fuori in mutande! Tutti quelli che passavano per il corridoio avevano potuto godere della vista di tre strani ragazzi in boxer che ridacchiavano e discutevano su chi avrebbe dovuto avere le chiavi della loro camera. Bè, doveva avere il sonno molto pesante se non si era svegliato in un letto così affollato, quella notte. Forse poteva entrare in camera sua e farsi un giro senza rischiare troppo… era sfrenatamente curioso. Allo stesso tempo, però, aveva paura. Era invadente. Tetsu aveva già fatto tanto per lui, lo aveva sopportato a lungo… che senso aveva fargli un “love attack” dopo l’altro? Sarebbe servito solo a farsi cacciare di nuovo, o a preoccuparlo della sanità mentale di Hyde; si sarebbe sentito come braccato da una fangirl rompiscatole che vuole scoparselo a tutti i costi. Anche se Tetchan aveva la foto di loro due sul comodino. Proprio di fianco alla foto di lui e Kaori. Si appoggiò allo stipite della porta della sua camera, fissando la porta nera di Tetsu a pochi metri da lui. Moriva dalla voglia di sapere se entrambe le cornici c’erano ancora. E soprattutto, poteva competere con una ragazza? Tetsu era seduto sul suo letto, sotto le coperte. Osservava la luce del corridoio accendersi e spengersi, attraverso la fessura sotto la porta. Ascoltava il rumore di una porta chiudersi, e di un’altra aprirsi. Poi se ne richiudeva un’altra. Doveva essere Hyde che andava in bagno, oppure i fantasmi. Non riusciva assolutamente a prendere sonno, era così agitato che non poteva nemmeno chiudere gli occhi o stare fermo nel letto senza rigirarsi come un pazzo per meno di cinque minuti. Perchè Hyde lo aveva baciato?? Non poteva togliersi dalla testa la scena, e moriva dalla voglia di mangiasi le unghie come un bambino ogni volta che ricordava la faccia di Hyde così vicina alla sua, e le labbra che fin’ora nessun uomo tranne Sakura aveva baciato, sulle sue. Che aveva fatto per meritarsi il bacio di un angelo? Che aveva fatto per meritarsi di essere il rimpiazzo di Sakura? No, basta. Non voleva più pensarci. Si doveva convincere che si sarebbe tutto sistemato, che ne avrebbero parlato, anche se il solo pensiero di tirare fuori l’argomento con Hyde faceva tendere tutti i muscoli del suo corpo. Per distrarsi… c’era il nuovo numero della ristampa di Gundam sul tavolino del salotto. … La porta si aprì lentamente, e la testa di Tetsu si sporse, scura in confronto alla luce che proveniva dalle sue spalle e veniva proiettata nel buio del corridoio. Hyde, sorpreso, si spinse di colpo contro lo stipite della porta della sua camera, sperando di mimetizzarsi. Non poteva tornare in camera; Tetsu se ne sarebbe accorto, né poteva farsi vedere; si vergognava troppo. Mentre lo guardava allarmato notò che il suo sguardo era su di lui. Cercò di calmarsi. Tetsu era miope, magari non lo aveva visto! Trattenne il respiro… “Hyde! Pensavo dormissi…” Era stato beccato… fantastico. Non sapeva assolutamente cosa fare, un nodo in gola gli impediva di parlare mentre sorrideva nervosamente e abbassava lo sguardo. Tetsu intanto si avvicinava a lui. “Uh… già…” “Mh?” Tetsu gli era ormai davanti, così vicino che se avesse allungato una mano lo avrebbe potuto toccare. “Mi sono svegliato, e ho cominciato a pensare… solo che una cosa si accalca sull’altra, ho un casino in testa…” “Qual è il problema? Ti va di parlarne?” Perché la voce di Tetchan era così calda e carezzevole? Era impossibile non confessare con lui… Non che fosse sprecato come bassista, ma aveva un innato talento per gli interrogatori e per la persuasione… “Che… mi dispiace per quello che è successo in bagno… ti sto torturando! E ti sto assillando con i miei problemi. Scusami…” Tetsu si passò una mano tra i capelli dietro la testa, visibilmente imbarazzato. “Non ti devi scusare. Mi hai solo lasciato un po’ perplesso, tutto qui… Era già da un po’ che pensavo che Sakura si drogasse, ma tu mi hai dato la conferma con il tuo comportamento. So che non è facile… tutto si può risolvere, Haido…” Ci fu una piccola pausa di silenzio. Era sicuramente uno dei momenti più delicati e imbarazzanti della vita di entrambi. Ogni difesa di Hyde era caduta alla fine di quella frase. “Inoltre… tu mi hai già rifiutato molto tempo fa.” Hyde alzò la testa, fissando il suo amico negli occhi. Cercando un motivo in quegli occhi neri. Perché tirava fuori una storia così vecchia? La gente cambia nel corso del tempo, i sentimenti cambiano. Allora aveva poco meno di vent’anni. Era un bambino in confronto a ora. “Ero spaventato all’idea di stare con un uomo.” “Anche io lo ero, cosa credi? Sei l’unico uomo da cui io mi sia mai sentito attratto, sto male a vederti soffrire per lui. Ti voglio bene… non voglio che tu soffra…” Hyde fissava Tetsu. Quel Tetsu davanti a lui, la cui voce passava dalla tristezza all’imbarazzo, alla paura di confessare ciò che provava. Quel Tetsu che non lo guardava più in faccia. Lui… gli voleva ancora così bene? “Mi stai chiedendo di lasciare Sakura per te…?” Tetsu scosse la testa. In pochi secondi, coprì i pochi passi di distanza che li dividevano e lo abbracciò piano, come se avesse paura di romperlo. “Voglio aiutarti, Haido… Perché così non sei in grado di aiutare lui…” Le gambe di Hyde cedettero, le lacrime avevano ricominciato a lottare contro il suo ego. Ripensò alla sera prima, si rivide a pregare silenziosamente perché qualcuno lo aiutasse, per aiutare Sakura. Perchè Tetsu centrava sempre il problema? Perché… … Poco dopo Hyde si era infilato nel letto matrimoniale in camera di Tetsu. Era felice come un bambino, alla fine aveva ottenuto ciò che voleva. Allo stesso tempo però si sentiva teso come un adolescente alla sua prima volta. Tetsu gli sorrise, e spense l’abat-jour sul suo comodino. Hyde si sdraiò e ascoltò il fruscio delle coperte in silenzio, mentre Tetsu entrava nel letto a sua volta. Ma nonostante il buio, percepiva uno sguardo su di lui. “Tetchan…” Tetsu poggiò la testa sul cuscino. “Cosa c’è?” “Dovrei chiederlo a te…” “No… è che… mi stavo chiedendo perché ti fossi arrabbiato, quando ti ho detto che non ricordo dell’ultima volta che sei rimasto a dormire…” Hyde sorrise al ricordo. “Sei sicuro si volerlo sapere?” “Non credi che mi senta già abbastanza in colpa? Infierisci?” Tetsu rise nervosamente. “Quella sera mi hai portato a letto.” “EEH?!” Il bassista si tirò su con le braccia di scatto. L’altro ridacchiava quasi divertito. “Te lo giuro! Eravamo entrambi ubriachi dopo il tuo party di compleanno. Poi hai cominciato ad abbracciarmi e baciarmi. Mi hai trascinato qui. Proprio su questo letto, in boxer. Poi ad un tratto mi sei caduto addosso. Non ci posso ancora credere… ti sei addormentato su di me!” “Davvero?” Hyde poteva immaginare gli occhi spalancati di Tetchan, in una delle sue più divertenti espressioni di panico. “Davvero!” “Kamisama…” Tetsu si lasciò finalmente ricadere sul letto, come se fosse stato sfinito. “Scusami Hyde… non volevo…” “Non volevi?” “Eh?” Perché tanta freddezza, all’improvviso? “Non volevi farlo, sul serio? Ti ripugna così tanto l’idea?” “No… no, Hyde. Non giocare con me! Sai benissimo che mi piaci!” “Sei tu che mi stai prendendo in giro! Stai con quella ragazza da tantissimo tempo ormai! Mi hai rifiutato quando vivevamo ancora tutti insieme! Io, te, Sakura e Ken! Tutti!” “Senti chi parla! Chi era che scopava con Sakura in camera mia!?” “Era anche camera nostra!” “Non cambia!!” “Si invece!!” Tetsu si girò velocemente dall’altra parte, dando la schiena a Hyde. “Buona notte!” disse acidamente. Hyde fece lo stesso, tirando i proposito con sé la coperta. Quello stupido. Stupido, stupido, stupido!! “Baka…” Gli bisbigliò. Come risposta, ricevette un calcio dal piede caldo di Tetsu. Sorrise. Era davvero un Tetchan stupido… |
|||||
| . | |||||
|
|
|||||
|
. |
|
||||
| . | |||||