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Capitolo 1
Le
previsioni del tempo per Tokyo, quel giorno, pianificavano una mattina
serena e un pomeriggio altrettanto sereno, tendente al nuvoloso.
Già da mezzogiorno il tempo cambiò in peggio, il cielo uggioso creava
una cappa pesante sulla città costellata da grattacieli, quasi a
presagire una giornata da dimenticare.
Mana si trovava in Sala di Registrazione ormai da mezz'ora, era
decisamente in anticipo. Il resto dei ragazzi sarebbe arrivato solo
altri 30 minuti dopo, ma come al solito Mana era lì, seduto ad un tavolo
con foglio e penna accostati e una tastiera sulle gambe, pronta da
essere ultilizzata. La sua espessione era pensosa, quasi volesse
trasformare il suo pensiero in musica. Quel giorno era decisamente di
buon umore, la notte non dormì molto, rimase a pensare tutto il tempo al
lavoro, a qualche nuova idea. E come il solito le idee gli arrivarono,
numerose e una più fantastica dell'altra, spesso si trovava indeciso su
cosa eliminare e cosa tenere, avrebbe voluto realizzare ogni minima idea
e fonderla in uno di quei dischi che solo con l'aiuto degli
insostituibili "Parenti Di Sangue" gli riusciva. Specialemente aveva
buttato giù due testi che sarebbero stati interpretati alla perfezione
da Gackt, la sua voce era quella che Mana sognava per sè, ma dato che
risultava un sogno irrealizzabile aveva dovuto accontentarsi di avere
quella voce magnifica e allo stesso tempo poderosa nel suo gruppo.
Mana ammirava Gackt, era diligente e appassionato di musica, non si
stancava facilmente. <Certo non ' perfezionista come me..>pensò Mana<Ma
lavora molto bene e di buona lena>un sorriso gli si aprì sulle labbra
rosse mentre era intento a scrivere le prime note di una nuova canzone.
In quel momento la porta si spalancò e la testa di Gackt fece capolino
buffamente da essa. Mana guardò il punto in cui Gackt si mostrò e
accennò un sorriso, a suo modo. A questo punto il vocalist entrò con
passo sicuro e abbandonò la sua borsa su una sedia. Anche se non dava
modo di pensarlo o vederlo, il ragazzo si sentiva irrequieto, da tempo
sognava una libertà che non avrebbe mai creduto di poter esigere in un
gruppo come quello in cui si trovava.
Questa sensazione gli provocava un grande senso di colpa verso gli altri
membri del gruppo, ma soprattutto verso Mana.
Discretamente si avvicinò al tavolo e si sedetto con sguardo serio, Mana
lo guardò e gli chiese a labbra strette<Gacktosan come mai quello
sguardo corrucciato?>. Senza dubbio Gackt era sovrapensiero<Uh..ehm..niente
Mana. Piuttosto gli altri? Come mai non sono già qui?>
<Stanno arrivando>disse Mana con la solita voce atona<Yu~ki e Kozi sono
in macchina, Kami è andato di sotto a prendersi una bibita.>
Gackt non riusciva a capire come mai Mana fosse così gelido, i suoi
occhi avevano la capacità di trapassarlo con un solo colpo d'occhio, e
questo lo faceva sentire ancora più in colpa. Era da un po' che aveva
pensato ad una carriera solista ma non voleva abbandonare gli altri.
Eppure tutto ciò lo faceva sentire male, come se un grido interno lo
lacerasse a metà.
Mana, dal canto suo, aveva capito che qualcosa non andava nel Vocalist
della sua band. Ormai erano anni che si conoscevano. Nel bene e nel male
avevano passato un grande numero di momenti. Ma nonostante ciò percepiva
qualcosa di diverso in lui. Non era comunque nel suo carattere quello di
forzare la mano così decise che quando sarebbe arrivato il momento,
Gackt di sua spontanea volontà gli avrebbe parlato.
Proprio in quel momento Kozi e Yu~ki entrarono, entrambi portando il
loro rispettivo strumento musicale sulle spalle.<Hei Gakkun!>Kozi si
avvicinò subito verso l'amico e i due iniziarono a parlare. Nello stesso
momento Yu~ki salutò Gackt con un cenno del capo e con fare elegante
raggiunse Mana inchinandosi verso di lui. Mana guardo il Conte con
enorme rispetto, parlano per un po' delle prove.
Dopo l'arrivo del mite Kami il gruppo si mise a suonare. Era
strabiliante quanto i musicisti fossero affiatati ed in sincronia. In
quel preciso momento Gackt riuscì a capire il detto "Parenti di Sangue".
Quei ragazzi erano così uniti da qualsiasi punto di vista che il mistero
si spiegò facilmente. Ma lui ne faceva davvero parte? Ovviamente si,
pensava mentre cantava assorto nei suoi pensieri e nella musica. 'O
forse sto solo pensando ad un motivo per poter davvero realizzare i miei
sogni..' pensò poi tornando a casa a notte inoltrata.
Era stato fuori a bere con Kami, e in qualche modo l'amico aveva capito
benissimo i suoi sentimenti. Dopo Mana, Kami era il membro del gruppo
con cui Gackt aveva legato di più in quegli anni assieme.
Gackt non rivelò al batterista il suo pensiero che sempre più si
trasformava in un intenzione reale, ma il consiglio fu <Devi fare ciò
che credi opportuno per la tua vita. Senza rimpianti, o avrai un motivo
serio per rimpiangere qualcosa.>
Ormai aveva deciso, avrebbe detto la verità agli altri. Avrebbe parlato
loro della sua intenzione di intraprendere una carriera solista. Questo
Fu il suo ultimo pensiero. |