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C.JAM
by Georgia
   
“No Hyde... Sai che odio fumare...”
La figura di fronte a Tetsu rise, immersa nell’ombra della stanza, e tese una mano avanti verso un fascio di luce per mostrarne il contenuto.
“Neanche questo?”
Tetsu si sporse verso il buio e andò ad affondare il viso nell’incavo tra il collo e la spalla del vocalist, baciando e solleticando leggermente la pelle esposta.
“No, neanche quella...”
Aumentando i suoi respiri, pieni del fumo colombiano di prima qualità appena aspirato dalla sigaretta rollata male che gli bruciava tra le dita.
“Tu sai cosa mi piace...”
Le molle del letto matrimoniale scricchiolavano sotto il peso del suo corpo. Hyde piegò la testa di lato, come per invitarlo a prendere più spazio su di lui.
“Il sesso?” Rise di nuovo ad occhi chiusi.
“A parte il sesso...” Tetsu accolse l’invito sbottonandogli con calma la camicia.
“Mmh, credo di averlo...”
Come si lasciava fare, abbandonato sul letto nel buio. Di lui si vedevano solo i lineamenti, e la cappella rossa e incandescente della sigaretta che bruciava.
“Anche io, di là, nel cappotto...”
“No, non staccarti da me. Ce l’ho.”
Hyde si alzò a sedere, e spense la sigaretta ormai consumata in un posacenere pieno di mozziconi. L’odore dolce e appiccicoso dell’hashish e quello secco del tabacco riempivano la stanza, nonostante la finestra aperta sul cielo rosso di Tokyo. Da un cassetto nel comodino, tra scatole di preservativi, un cylum, un contenitore di lubrificante dalla forma equivoca e un paio di manette, tirò fori una scatoletta marrone grande come una mano. Dentro di essa, divisa in tante piccole bustine trasparenti, c’era tanta roba da essere sbattuti in galera senza neanche un processo.
Tetsu gliela strappò di mano, scioccato. “Haido! Vuoi morire!?”
“Stupido, non è tutta mia... Sakura ne aveva troppa e me ne ha regalata un po’...”
In un secondo, senza avere il tempo di pensare a quanta ne avesse avuta Sakura, Tetsu si ritrovò a bloccare tra le labbra una pastiglia bianca e farinosa.
“Speravo che me la dessi direttamente dalla tua bocca.”
“Scherzi? la prenderei io.”
“Egoista...”
“Lo so...”
Tetsu girò la testa di Hyde verso di sé e lo baciò, spingendogli la pastiglia in bocca con la lingua. Mentre il vocalist crollava sul letto, sdraiato su un fianco, frugò nella scatola in cerca di un’altra di quelle pillole dal colore bianco così accecante, insoddisfatto della leggera sensazione che quella polvere bianca insapore gli aveva attaccato al palato.
La prese, poi sdraiò Hyde sulla schiena e gli slacciò i pantaloni.
“Aspettami... a vedere le stelle...”



Tetsu non era in casa. Lui rispondeva al telefono anche mentre era sotto la doccia, quindi, al cento per cento, era da Hyde. E se Sakura aveva dato ad Hyde solo la metà della roba che aveva dato a lui, non avrebbero mai risposto.
Ken chiuse con un gesto secco il cellulare, fece inversione di marcia, e si diresse verso Shibuya, appartamento di Hyde.



La stanza era nel caos più totale. Vestiti sul letto, cocaina sparsa sul comodino e sulla moquette, macchie viscide di lubrificante sulle lenzuola...
Tetsu guardò l’uomo sotto di lui sprofondare tra i cuscini, chiedendo di più ad alta voce. Gli piaceva sentirlo urlare. Sulla sua faccia, un’espressione di estasi meravigliosa, e i capelli dal taglio effeminato gli si attaccavano alla fronte sudata ogni volta che girava la testa da lato a lato, gemendo.
Le braccia sottili erano abbandonate in alto, esponendo il suo petto così liscio e bianco, dandogli un’aria così assolutamente indifesa... e le stelle danzavano davvero davanti ai suoi occhi, come centinaia di lucciole impazzite.
Si sentiva così carico.
Stava p0er venire.
Hyde era già venuto due volte.



“Teet... chaaan...”
“Huh?”
“Pesi...”
“Cosa?”
“Sei sdraiato su di me... non respiro...”
Tetsu rotolò pesantemente di lato.
“Tetchan, non senti qualcosa squillare?”
“No, Hyde... è la ketamina che hai preso... tra poco dovrebbe passare.”
Lo abbracciò, chiedendosi che ora fosse. Probabilmente, fuori da quella stanza isolata dal mondo, era già mattina da un pezzo.



Ken si attaccò al pulsante del campanello, sotto la targhetta di ottone iperlucido con le lettere T A K A R A I in alfabeto occidentale incise. Dovevano essere per forza in casa. Dentro al box di Hyde, nei sotterranei dell’edificio, c’erano sua la sua macchina che quella di Tetsu.
Era furioso. Tetsu era sempre stato un distributore automatico di prediche sulla responsabilità... e barricarsi in casa per tre giorni con Hyde e abbastanza roba per sfamare una comunità di Hippy gli sembrava una cosa responsabile da farsi?
Per sfogarsi, tirò un pugno alla maniglia.
La serratura scattò, e uno spiraglio si aprì lentamente davanti ai suoi occhi increduli, mentre lo squillare acuto del campanello si faceva sempre più forte.
Quei due... non era possibile... avevano lasciato la porta aperta, forse per tre giorni interi... in un appartamento nel pieno centro di Tokyo??
Con il rinnovato desiderio di prenderli a calci, ken si precipitò dentro.
Davanti a lui, si ergeva il devasto più totale. Più che altro, c’erano solo confezioni vuote di tutto ciò che c’è di commestibile su questa terra sparse in giro, piatti sporchi, e videocassette ovunque.
Non trovò il coraggio di entrare in cucina. Si diresse direttamente verso la camera di Hyde, sperando di trovarli ancora consci, o almeno, vivi.



Il continuo alzarsi e abbassarsi sotto di lui svegliò Hyde, che si ritrovò sdraiato in orizzontale sul letto, con la testa sul petto di Tetsu.
Si tirò su a sedere, coprendosi a malapena con un lenzuolo e buttando la testa in avanti. Trovò anche la forza di grattarsi via una ciocca di capelli dalla fronte.

“BINGO.”

“Unh?” Hyde guardò su. In contrasto con la luce proveniente da fuori, una sagoma nera si stagliava sulla porta, come un pezzo di cartoncino nero incollato su uno bianco. Aveva le gambe leggermente divaricate, le braccia conserte e una sigaretta che penzolava dall’angolo della bocca. Sembrava appena uscito da uno di quegli anime pallosi che Tetsu guardava sempre.
“Chi...” Hyde cercò di mettere a fuoco. “Ken? Quando...?” Si grattò di nuovo la testa e chiuse gli occhi, cercando di ricordare con sforzo cosa avesse fatto negli ultimi tre mesi.
“Hyde... sveglia Tetsu.” Ken si avvicinò lentamente, conscio dello stato mentale del suo amico.
Hyde lanciò un’occhiata al corpo addormentato accanto a lui, avvolto dalle lenzuola, e rise debolmente. “Sarà difficile... Ci è andato giù pesante...”
“Sakura è stato arrestato.”
“Chi?”
“Sakura!”
“Ehh...”
“Lo stallone dai capelli neri che sembra cagare ecstasy...”
“Ah!” un sorriso beota si formò sulle labbra del vocalist, così perso che Ken fu costretto ad andarlo a scuotere per le spalle. “È stato arrestato, mi capisci?!?”
“Credo... credo di sì...” Hyde si passò una mano sulla faccia, ma si bloccò di colpo. Sakura, droga a palate, arresto. Le tre cose cominciavano a collegarsi nella sua testolina tossica.
Scoppiò a ridere e si sedette sul bordo del letto. Rimase lì a fissare Ken con uno sguardo indecifrabile, mentre un sorriso malizioso si faceva strada sulle sue labbra.
“Cosa sei venuto a fare veramente?”
Ken vacillò un istante, di fronte al ragazzo completamente nudo. Era incerto tra il prenderlo a pugni e lo sbatterlo giù dalla finestra. Optando per una soluzione più democratica, però, prese Hyde per il polso e lo trascinò in bagno. Lì lo rinchiuse nella doccia e aprì al massimo la manopola dell’acqua fredda.
Non aveva mai ricevuto tanti insulti in vita sua, a parte la volta in cui, tempo prima, aveva spento la canna sul braccio di Sakura.
Una quindicina di minuti dopo aveva un Hyde imbronciato, ma finalmente lucido, che tremava gocciolando sul tappetino del bagno, avvolto in un enorme asciugamano blu.
Ken si limitò a ghignare, mentre quell’uomo così più basso di lui si asciugava velocemente.
“La prossima volta che fai una cosa del genere non arriverai a raccontarla...”
“Non ci sarà una prossima volta, te lo assicuro. Passerò direttamente alle bastonate...” Vederlo così incazzato era troppo divertente.
“Tetsu è fatto più o meno di te?”
“Polmonite express anche per lui?”
“Dai, non scherzare?”
Meno... ha preso davvero poco... sai, vuole smettere. Dice che per il nostro futuro come band, dobbiamo tagliare tutti con quella roba... sakura lo ammazzerà per questo...”
“Non credo che Sakura potrà più dire niente, ormai...”
“Eh?”
“È stato arrestato stamattina.”
“Come è successo?”
Non c’era bisogno di chiedere il perché.
“Non lo so esattamente, credo che qualcuno lo abbia denunciato... mi hanno solo detto che ha rotto il naso a uno dei poliziotti che lo stavano trasferendo in centrale, e ne ha pestati altri due.”
Hyde distolse lo sguardo, sentendosi in colpa nel trovare divertente la scena di Sakura che pestava la polizia.
“Ora vestiti. Io sveglio Tetsu, ok?”
Hyde annuì, e non disse più nulla.
Mentre usciva dal bagno, ken lo sentì mormorare qualcosa, cercando di soffocare dei singhiozzi.
Si fermò oltre la porta, continuando a dargli le spalle.
“Butta tutto, sicuramente manderanno qualcuno della polizia a controllare anche da noi."
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