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ALCOL
by Blueberry
   
“Ma sta un po’ attento”

è la terza persona che me lo urla dietro stasera, difatti è la terza persona con cui mi scontro…
Ma anche questa appena mi riconosce si zittisce e si scusa come le altre.

In questi momenti che so come si sente Dio.
E’ come quando canto, tutti gli occhi sono puntati sul palco, basta solo un piccolo errore e tutto va in fumo come una sigaretta all’ultimo tiro.
Mi sono chiesto tante volte cosa accadrebbe se cadessi a terra mentre stiamo suonando, se morissi lì.
Tutte le volte ottengo la stessa risposta dal mio cervello:

“Sicuramente Kaoru sclera”


ALCOL

Mi chiamo Kyo Niimura e questo è il discorso che solitamente fa il mio cervello quando sono ubriaco.
Un flusso di coscienza tanto complicato da farmi schifo.
È come se i miei neuroni parlassero con me e poi all’improvviso puf spariscono insieme all’ultimo sorso di birra.
Quello che farò appena rientrato a casa mia, in santa pace con lo stereo a palla che disturba i vicini, così, solo per zittire ancora una volta la mia coscienza.

Naturalmente il mio vero nome l’ho rinnegato tempo fa, anzi è lui che ha rinnegato me. Mi ha detto: “Hei sono il nome che ti hanno dato quelli che ti hanno generato che aspetti a buttarmi via?”
E così ho esaudito il suo desiderio, l’ho ucciso e sono rinato in meno di 24 ore senza nemmeno passare per la luce eterna.
Molto comodo no?

Ora per esempio sto passando davanti ad negozio di giocattoli.
Sono tutti cosi computerizzati, oggetti senza anima che servono solo sino a che non si rompono. Un po’ come le persone, le tieni sino a che non ti stanchi. Possibile che non ci siano più i ragazzini che si divertono a pisciare sulle macchine e a tirar sassi contro gli uccelli?
Non ci sono più le finte battaglie, ora se le bande di teppistelli liceali si scontrano ci può scappare il morto.

Ho già detto che il mio cervello diviene un flusso di coscienza tanto complicato da farmi schifo?

Ricollega cose ad altre, spesso senza un filo di logica.
Eppure rimane sempre il cervello del cantante dei Dir-en-grey.
Buffo no?

C’è una puttana sul marciapiede opposto, porta una minigonna rossa.
Se non sapessi di essere ubriaco la porterei via con me e con lei per un attimo fingerei di fare l’amore.
In fondo cosa sono le puttane?
Non sono forse donne che si donano ad uomini donandogli per qualche secondo l’amore?
Non godono o fingono di godere per la felicità del cliente?
Certo che quella minigonna è veramente troppo corta…
E lei è troppo vecchia, non beccherà nessun cliente stasera…
Stimo ed odio le puttane.
Le stimo perché sanno fingere, le odio per lo stesso motivo.

Così allo stesso modo odio me stesso.
Ma questa è un’altra storia, troppo complicata da raccontare.

Quando faccio sesso con una puttana mi piace sentire che urla, mi piace possederla al massimo, farle male.
Quando faccio l’amore invece, sono le donne che fanno male a me. Mi lacerano il cuore e fanno salire l’adrenalina.

E’ una sensazione diversa da quella del canto.
Canto per passione.

Canto perché con la mia voce roca so di poter spezzare lo specchio dell’apparenza.
Perché so che nel mondo c’è qualcuno che si ritrova nelle mie parole, qualcuno che si metterà a piangere e altri che ignoreranno tutto.
Il mio canto è la voce roca di un angelo a cui hanno proibito di volare.
Un angelo decaduto che cerca ancora di raggiungere Dio.

E quando l’avrò raggiunto lo picchierò tanto forte che mi chiederà perdono.


Una bella ambizione per uno che finirà sicuramente all’inferno.

Almeno non dovrò mettermi il maglione di mia nonna l’inverno.

Voglio fare a botte possibile che nessuno lo capisca?
Possibile che appena si accorgono che sono Io tutti scappino con la coda fra le gambe?
Che fine hanno fatto i “motociclisti”?
E i figli degli yakuza?

Possibile che non ci sia in giro un cane alle quattro di mattina che vuole fare a botte con un ubriaco?

Appoggiandomi ad un muro sono riuscito ad arrivare a casa senza cadere, dove le avrò messe le chiavi?
Ah, vero le ho lasciate al portiere, fortuna che lo paghiamo per fare il turno notturno altrimenti rimanevo fuori.
Vabbeh, sarei andato da Die a rompere…

No, meglio di no, ho paura del suo ragazzo.
In fondo Shin-chan è quello che mette più paura tra noi, è bello e pallido come un fantasma e poi è troppo magro e le sue dita spesso mi ricordano gli aghi.
E poi c’è quel cane rompipalle, finirebbe che tra me e lui non si saprebbe chi è l’animale peggiore…

Kaoru no perché è troppo irascibile.
Toshiya a casa sua non c’è mai…

Cazzo, ma che razza di gente frequento?

Il portiere mi saluta sorridendo.
È’ grasso e ha le mani paffute sempre appiccicose come le ciambelle che mangia.
Sta leggendo una di quelle riviste maschili che ti promettono di far perdere i chili.

Giuro che se mi fissa ancora una volta il culo glieli faccio perdere io dieci kl.

Finalmente sono davanti alla porta di casa mia, la chiave gira due volte con un suono metallico che a me sa di cristallino.

Tiro con forza la maniglia e lascio che la porta sbatta forte dietro di me.
Mi dirigo in cucina e mi tocca per forza passare avanti allo specchio, mi fermo un attimo e mi fisso.
I miei occhi nocciola mi riflettono.
Ammiro le cicatrici che mi sono rimaste dai concerti e dai miei vari attimi di autolesionismo.
Rido di fronte all’immagine fredda, quello non sono completamente io.

Arrivo in cucina e predo fuori la birra dal frigo.
Torno in salotto e accendo lo stereo, sento la mia stessa voce che parte dalle casse.

“My comeuppance & your ignorance
Lyrical Show Time
Ability no afureru makkana Show Time Show Time
Comical Show Time
Vitality no tadareru makkana Show Time
Cynical Show Time
Reality no umareru makkana Show Time Show Time
Radical Show Time
Eternity no kowareru makkana Show Time
sousa imamo ore wa mitsukerarenai sonzai no imi ga
dakara motto motto motto motto motto kono karada ni imi o kizami tsukeru
- tada waratte fumi ni jirebaii ”

Mi stendo sul divano, stappo la bottiglia e tiro su il primo sorso.

“Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
No thank you! No thank you! ... Good Bye!
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
kizukenai yorimashina hazusa”

Il secondo va giù meglio del primo.

“My comeuppance & your ignorance
That's all I know about it [Go ahead!]”

Non so perchè ma mi stanno venendo in mente la nostra prossima canzone e il nostro prossimo video. Mi immagino lo sfondo nero, chissà, forse potrei anche far mettere una tuta di pelle nera a Shinya e a Toshinya…
Così e rispettivi ragazzi mi ammazzano.

“Cynical Show Time
Reality no umareru makkana Show Time Show Time
Radical Show Time
Eternity no kowareru makkana Show Time

That's all I know about it [Go ahead!]

imada tsukisasatta kakashii hanpuku no koe ga
itsuka kitto kitto kitto kitto kitto kono fu ni hibiki kizami tsukeru
- tada waratte tsuki kudakebaii -

Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
No thank you! No thank you! ... Good Bye!
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
Hurry up! Hurry up! Wrist-cut-show
Show time nanza ore ni wa kankei nee ... haha

That's all I know about it [Go ahead!]
Please come to the last gasp with me [My pleasure]”





Credo di essermi appisolato…
La canzone è finita.

Pazienza, tanto la so a memoria, l’ho scritta io.
Bevo l’ultimo sorso di birra e i miei neuroni partono.

Mi chiamo Kyo Niimura e sono un bugiardo che sta dicendo la verità.
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