5 - TEORIA DELL'AMORE DEL CACTUS

-Allora quando continuavi a cambiare lavori, eri già indipendente dalla tua famiglia?
No, si prendevano ancora cura di me. Sin da quando abbiamo parlato del mio lasciare il liceo, ci siamo scontrati parecchie volte, ma mi hanno capito davvero e hanno continuato a sostenermi. Ma continuavo a sentirmi male e quindi ho cercato di rendermi indipendente. Ma ho anche pensato che per me, diventare un musicista, era come fare un'altra esperienza. Quindi se pensavo di voler fare un giro in bici o in moto e sentire il vento tra i capelli, mi procuravo il mezzo per farlo. Ma dato che non riuscivo a stare nello stesso posto di lavoro per troppo tempo, mia mamma smetteva di pagare le rate di quello che compravo. E l'ho fatta soffrire veramente tanto. Facevo più o meno la stessa cosa nelle relazioni amorose. Volevo solo essere onesto quando mi innamoravo di qualcuno. O ancora volevo uscire con diverse ragazze. Ero molto ambizioso. Ma ero anche un po' egoista e forse ho spezzato il cuore di molte ragazze. Ma a quel punto, pensavo di esserne davvero innamorato e avevo bisogno di quella persona. Ogni esperienza che ho avuto mi ha aiutato a crescere, anche se non esprimevo completamente i miei sentimenti o desideri. Quindi ho pensato che avrei dovuto chiarire me stesso e volevo prendere tempo per me. E ho continuato a scrivere testi in cui parlavo delle esperienze avute con le mie ragazze, o il rapporto con mia madre, o qualsiasi esperienza che mi colpiva in particolar modo, o i miei sentimenti.. insomma.. di tutto.
-Quindi ti ispiravi alla tua vita?
Da quando ho cominciato a scrivere canzoni, dalle elementari, ho continuato a farlo costantemente. Ma non le ho conservate. Per me, scrivere delle canzoni, è un modo per fare chiarezza in me stesso. E ho come sentito che volevo chiarirmi le idee e avere un po' di tempo per me. E dopo aver capito quello che volevo, potevo prendere le decisioni con maggiore consapevolezza. Ma non pensavo alle canzoni che scrivevo a come dei pezzi di me stesso, quindi le buttavo via.
-Erano molto differenti dalle canzoni di adesso?
Credo di sì. Le prime canzoni erano molto vaghe. Cercavo di rendere mistico quello che volevo dire perché avevo dei dubbi sul significato delle cose che riguardavano l'amore. A quel tempo, facevo sempre male alla persona che amavo e forse i miei sentimenti non erano di vero amore (forse non so nemmeno cosa sia l'amore). Quindi non potevo cantare canzoni d'amore. E non potevo esprimere quello che l'amore significava senza averne mai avuto esperienza. E lo facevo in modo vago e con uno stile un po' dark. Quindi non riuscivo nemmeno a dire "Grazie" o "Ti amo" anche se amavo veramente quella ragazza.
-Quindi non eri molto confidente nei tuoi sentimenti? Potrebbe avere a che fare con quello che hai detto prima, cioè che volevi essere totalmente onesto con le persone che amavi?
Sentivo solo che non riuscivo a convincere le persone in un modo diretto, quindi poteva sembrare una bugia. E come pensavo, volevo amare il mio pubblico come amavo mia madre, voglio essere sincero con le persone che amo, e non voglio che ci siano bugie. E le mie canzoni forse non erano nemmeno molto comprensibili. A dire il vero, avrei voluto descrivere i miei sentimenti in modo più diretto, ma allo stesso tempo sentivo come "Ricorda" e mi dicevo "Non ami più la persona come la amavi qualche tempo fa". E capivo che non era più un sentimento "puro".
-Quindi le tue idee stavano maturando gradualmente, come pure la conoscenza dei tuoi sentimenti?
Sì, ma adesso posso capire che le ragazze sono come i ragazzi, e quando ci amavamo e ci siamo lasciati, non mi sono sentito mai colpevole. Ma a quel punto, avevo 17 anni, quindi non riuscivo a capirlo bene. Magari quando avrò 30 anni avrò una visione diversa dell'amore di quella che avevo a 17 anni. Però ero depresso per queste cose. Mi odiavo perché mi innamoravo facilmente di molte ragazze.
-Eri sfinito?
Non lo so. Ma mi ricordo, che quand'ero piccolo, mi piaceva leggere e andavo spesso in biblioteca. All'inizio, leggevo solo libri per bambini, come "Gli alieni esistono", ma una volta lessi un discorso medico in cui veniva spiegata l'anatomia del corpo femminile. Pensavo che i termini erano troppo difficili per me e quindi la cosa mi sorprese molto.
-Cose come queste hanno contribuito a costruire la tua personalità eccentrica?
Sì. Forse in quel periodo avevo cominciato a conoscere la musica e i libri, e forse ho perso gradualmente la visione della realtà.
-Quando ti sei innamorato per la prima volta?
Forse ero in prima o seconda elementare. Ma dopo che mi sono trasferito, ho continuato a maltrattarla (ride).
-Questo succede spesso ai bambini.
Anche se non potevamo avere una relazione "fisica", continuava a piacermi. Ero molto piccolo, quindi non capivo che mi piaceva molto, anzi, forse non capivo che mi piaceva, e quindi, senza saperlo, la trattavo male (il contrario dei miei sentimenti, in pratica). E quando ero cattivo con lei, mi chiedevo "Perché le sto facendo questo?". Ero solo curioso di vedere le sue reazioni. E ricordo pure che quella ragazzina mi aveva chiesto di andare insieme al parco giochi. Ci siamo andati ma alla fine lei si era arrabbiata con me e se ne era tornata a casa. Poi però ci siamo ritrovati nello stesso liceo e avevo ancora la sua immagine di quand'era una bambina. Al liceo non mi piaceva, però il suo ricordo mi era molto caro.
-Era come se ti fossi riconosciuto in lei?
Forse. La stessa cosa capita con i miei cantanti preferiti. L'immagine che conservo non è della persona in sé, ma quella che ho creato io. Ma credo che fosse l'unica relazione nella quale potevo mantenere i miei sentimenti con l'altra persona.
-Nella tua complicata vita, quando hai capito che entrambi vi amavate?
Forse quando avevo 18 anni.
-Beh, un po' tardi, direi.
Sì. Mantenevo le mie relazioni scrivendo lettere o scambiandoci i diari, o andando a scuola insieme. Ma adesso penso che anche se pensavo di amare veramente quella persona, forse avevo più bisogno di qualcuno per non sentirmi solo. Quindi quando avevo 18 anni ho realizzato che stavo con una ragazza non solo per riempire quella sensazione di solitudine. Ho capito che l'amore non è solo ricevere. Ma se la fidanzata comincia a chiedere un po' troppo, voglio sentirmi libero e quindi perdo i miei sentimenti per lei. E a quei tempi, mi sentivo un po' colpevole per questo. Perché non riesco più ad amarla quando prima l'amavo così tanto? Ma forse per via di questo, ho più esperienze (ride). E attraverso queste esperienze ho capito di essere un bugiardo.
-Intendi dire che hai mentito molto prima?
Forse non riuscivo a smettere di dire bugie. Forse sapevo come mi sentivo felice nel convincere me stesso che ero innamorato. Forse le varie esperienze della mia infanzia, o forse il divorzio dei miei genitori, mi ha in qualche modo influenzato. Quindi se mi piaceva qualcuno, era facile dire "Mi piaci" o "Ti amo". Ma essere insicuro dei miei sentimenti verso qualcuno e pensarci ora, è diverso. Solo che era un po' troppo per me quand'ero più piccolo. E credevo fosse facile dire "Ti amo" alla persona verso la quale provavo curiosità. Ma se ci avessi pensato più seriamente e mi fossi chiesto se davvero l'amavo, forse sarebbe venuto fuori che non era vero amore. Penso che gli uomini dicano un po' troppo facilmente "Ti amo", ma non va bene. E ora che ho superato i 20 anni, sono diventato più coscienzioso riguardo a quello che devo dire.
-Personalmente credo che le persone inizino una relazione soprattutto perché hanno bisogno l'uno dell'altra in quel momento, e attraverso la relazione cominciano a conoscersi meglio e a capire più a fondo i sentimenti. Quindi il tuo modo di vivere le storie è un po' difficile da capire.
Sono cose soggettive, ovviamente. Ma poi capita che l'amore finisca. Se esco con qualcuna per un anno, e durante questo periodo riesco a conoscerla a fondo e non mi piace, allora penso "Non posso stare con lei", non riesco a non sentirmi colpevole se continuo a starci, perché starei mentendo a lei e a me stesso. E mi sento come se non avessi dovuto dire "Ti amo" a quella persona. La gente lo dice perché vogliono vedere la reazione del partner. Dicendo "Ti amo", le persone si interessano solo alla reazione del partner e nel caso si abbia una risposta negativa, allora si può benissimo troncare la relazione. Ma io credo che, anche senza farsi promesse, si possa mantenere una storia di vero amore. Io credo che questo sia il vero amore. Ma uno dei grandi componenti di una storia, è che la gente vuole un posto in cui essere sicuri o per consolarsi a vicenda.
-Intendi dire un posto dove si può scappare dalla realtà?
"Scappare" suona troppo duro, credo. Ma intendo dire, se riesci a trovare la felicità, comodità, e mostrare anche le tue debolezze, la storia potrebbe presto trasformarsi in matrimonio. E per me, la parola "matrimonio" non suona bene. Quindi per me la cosa migliore sarebbe di amare la mia ragazza completamente, ma non farla sentire al "sicuro". Anzi, cerco di farla sentire un po' insicura, cosicché io possa sentirmi più libero. E se entrambi possiamo essere liberi, e allo stesso tempo la relazione continua, questo è il vero amore.
-Non so, credo che il tuo modo di vedere l'amore possa crearti dei conflitti.
Ovviamente capisco questi sentimenti. Ecco perché "fuggo" dalla realtà componendo le canzoni. Pensavo che, da quando posso scrivere, posso perdere tutto. Ma io ero quel tipo di persona che si esprimeva in modo da non ferire i sentimenti degli altri, ma in questi anni ho cambiato il mio modo di essere. Non ho paura di quello che mi succederà. Quindi non scappo più da nulla. Non mi sento insicuro se sono da solo. Non so perché sono cambiato così tanto, però adesso mi sento veramente felice.
-Questo forse è successo perché hai trovato il modo di sfogarti, come ad esempio scrivere le canzoni...
Uhm, credo che continuavo a scappare perché avevo paura di perdere, quindi ho lasciato perdere il calcio, il tennis, lo studio per diventare un insegnante. Lasciar perdere tutto era come scappare dalle cose che inseguivo. Una cosa che non smetterò mai di fare, sarà cantare. Non riesco ad immaginare la mia vita senza il canto. Ma se dovessi farlo, lo farei senza rimpianti. Ma ritornando alle relazioni, da quando ho cominciato ad uscire con le ragazze per non sentirmi solo, non le lasciavo finché non trovavo qualcun'altra con cui stare. Ma adesso, se non sento il bisogno di stare con qualcuno, non ci sto. Così non devo far promesse a nessuno e quindi non devo farla soffrire. Comunque, il matrimonio è una cosa troppo pesante per me. Forse il divorzio dei miei genitori mi ha influenzato negativamente.
-La tua immagine del matrimonio è molto negativa, quindi.
Sì, non mi piace. Mia madre è anche un po' presuntuosa. Ma lei ha una forte volontà, quindi la rispetto e mi piacerebbe essere come lei. Ma odio quelle relazioni in cui si sta assieme solo per consolarsi per la reciproca solitudine.
-Qual è allora il grado più alto d'amore? Dare la tua vita per la partner?
Beh, forse. Ma non ci ho mai pensato a questa cosa. Per l'immagine ideale del mio primo amore, magari sarei capace di sacrificare me stesso. Ma forse non penserò a prendere in giro me stesso qualsiasi cosa accada. Non sono sicuro, ma intanto non credo nemmeno che mi suiciderò.
-Allora quali sono i tuoi sentimenti per gli altri membri dei LUNA SEA?
Beh, sono molto importanti e completamente necessari per me.
-E' un sentimento diverso dall'amore?
Sì, forse. L'amicizia può continuare sempre, e posso anche non prenderla sul serio, a differenza dell'amore. Ma parlando di storie d'amore, poteri essere troppo serio. Per fare chiarezza in me stesso (è ovvio che tutti abbiamo dei conflitti interni), non riesco a sopportare quello che succede nei miei pensieri (un grande divario tra gli ideali e la vita reale in termini di relazione). Ma non penso che l'amicizia sia così seria.

Dal BLACK BOX

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